“Favori e giustizia”, il 29 marzo a processo il pm Arnesano, dirigenti Asl e avvocati

LECCE- Saranno processati con giudizio immediato gli indagati coinvolti nell’inchiesta “favori e giustizia” che ha portato in carcere il pm Emilio Arnesano e ai domiciliari il direttore generale dell’Asl Lecce Narracci, primari e avvocati. L’udienza è stata fissata per il 29 marzo prossimo davanti al Tribunale di Potenza in composizione collegiale. Andranno a processo: Emilio Arnesano, Carlo Siciliano, Giorgio Trianni, Ottavio Narracci, Giuseppe Rollo, Mario Ciardo, federica Nestola, Augusto Conte. Si procede separatamente per Manuela Carbone. Il decreto è a firma del giudice Amerigo Palma che ha accolto la richiesta del pm.

Sesso, barca, vacanze, battute di caccia, ma anche visite mediche gratuite per amici e parenti. Regali e favori, insomma, per aggiustare le indagini. Con questa accusa sono  finiti in carcere il 6 dicembre scorso il pm della Procura di Lecce Emilio Arnesano e il dirigente Asl Carlo Siciliano (attualmente ai domiciliari). Ai domiciliari, con dispositivo elettronico, il direttore generale dell’Asl di Lecce Ottavio Narracci; Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo, rispettivamente primari di Neurologia e Ortopedia del Fazzi; l’avvocato Benedetta Martina del Foro di Lecce. Un divieto di dimora nel Comune di Lecce è scattato nei confronti dell’avvocato Mario Antonio Ciardo. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono di corruzione in atti giudiziari, induzione a dare o promettere utilità a pubblico ufficiale e abuso di ufficio. Le misure di custodia cautelare sono state emanate dal gip del Tribunale di Potenza, che ha la competenza sui magistrati della Corte d’Appello di Lecce. Le indagini, durate quattro mesi, sono state effettuate dalla Guardia di Finanza di Lecce e avviate in seguito ad una conversazione intercettata nell’ambito di un’inchiesta partita la scorsa estate. Una piccola crepa, “una singola e specifica notizia di reato a carico di Arnesano e altri soggetti”, da cui è nata la voragine giudiziaria, che ha portato a galla “un ampio spettro di delitti commessi con abuso e vendita delle proprie funzioni da parte del magistrato”, scrive il procuratore potentino.

Tutto parte dalla piscina di pertinenza del dottor Trianni: stando all’impianto accusatorio, Arnesano ne ha disposto il dissequestro con successiva richiesta di archiviazione dell’inchiesta. Lo avrebbe fatto in cambio di un soggiorno con annesse battute di caccia offerte dal medico al pm. Le indagini, poi, hanno svelato anche altro, avendo sullo sfondo “incontri sessuali e altri favori”. Si parla, in particolare, di “rapporto corruttivo, consolidato e duraturo” con l’avvocato 32enne Benedetta Martina, perché, stando all’accusa, il pm “pilotava procedimenti in cui gli indagati erano assistiti dall’avvocato Martina, ottenendo in cambio prestazioni sessuali” da lei. Non solo. Intercettazioni e accertamenti hanno rivelato che il magistrato avrebbe agevolato anche l’esame orale di avvocato di una “giovane collega” di Martina, Federica Nestola, secondo la Procura di Potenza per “ottenere in cambio prestazioni sessuali” di entrambe. Per questo il pm contattò l’avvocato Ciardo, componente della commissione d’esame, per concordare un incontro nel suo ufficio e definire le domande da porre alla candidata durante la prova orale, poi superata. In uno dei casi contestati, ancora, il pm sarebbe intervenuto presso il presidente del collegio distrettuale di disciplina, Augusto Conte, su richiesta dell’avvocato Manuela Carbone. “La richiesta veniva avanzata e accettata” e anche in questo caso Arnesano avrebbe chiesto alla legale delle prestazioni sessuali.

 

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