Scavone sta bene, Palaia racconta quei drammatici minuti

Il dott. Palaia (foto P. Pinto)

LECCE (di M.C.) – A mente fredda è più facile ragionare e ricostruire il dramma sfiorato al Via del Mare in occasione della gara Lecce-Ascoli. Dopo 4 secondi dal fischio d’inizio del sig. Baroni di Firenze, Manuel Scavone rimane a terra privo di sensi vittima di un contrasto aereo con Giacomo Beretta.

Ne abbiamo parlato con il responsabile sanitario dell’US Lecce, dott. Giuseppe Palaia che ha descritto l’intero fatto:

Scavone ha subito un trauma cranico della regione paretale con uno stato commotivo e perdita di coscienza, quando è caduto era già incosciente. A questo punto siamo corsi in campo, i primi ad arrivare siamo stati noi i medici del Lecce, dopo pochi secondi è arrivata l’equipe dei medici in campo col dottore Tondo, il dott. Tiano e relativo personale paramedico. Ho effettuato la respirazione bocca a bocca poi sono iniziate le procedure per risolvere lo stato di incoscienza dell’atleta che era bradicardico e quindi in ipostistolia, con ipossia cerebrale; all’arrivo del rianimatore sono state fatte tutte le manovre che comportano la disostruzione delle vie aeree e l’ossigenazione del paziente e piano piano c’è stata la ripresa anche del livello di coscienza, a questo punto si è chiamata l’ambulanza”.

Lecce – Ascoli infortunio Scavone (foto Pierluigi Pinto)

Proprio sulle manovre di accesso dell’ambulanza è montata la polemica sugli spalti e nelle case; la difficoltà del mezzo ad entrare in campo è documentata dalle immagini dove si vedono i calciatori del Lecce spostare i cartelloni pubblicitari per creare una via di ingresso e quello è un problema che non dovrebbe più ripetersi.

Il dottore Palaia però, giustamente, preferisce concentrarsi sul risultato finale che è l’unica che cosa che conta: Non ha inciso però; io non me se non nemmeno accorto perché ero intento a rianimare il ragazzo. I presidi di rianimazione erano già sul campo e sono domenicalmente in campo da moltissimi anni, questo ci tengo a sottolinearlo, dalla fine anni 80. Ieri c’è stata una perfezione e una sincronia nei vari anelli di rianimazione che formano la catena rianimatoria perfetta. Già alla fine degli anni 80 io ero in campo nella doppia veste di anestesista e medico sociale, insieme al dott. Montinaro che già a quel tempo tramite permesso e autorizzazione del direttore del Vito Fazzi, portava il defibrillatore in campo semiautomatico”.

La visita di Beretta a Scavone

Manuel Scavone adesso sta bene, anche i nuovi esami hanno avuto esito negativo: “Le notizie di questa mattina degli esami strumentali assolutamente negativi ci lasciano tranquilli, e quindi lo dimetteranno oggi o domani e poi osserveremo il solito riposto, la convalescenza, poi ci sarà un bel recupero dell’atleta”.

Questa mattina il centrocampista del Lecce ha ricevuto la visita in ospedale di Giacomo Beretta ed i loro sorrisi sono il sorriso di tutti noi. Tutto è bene quel che finisce bene.

 

 

 

 

 

 

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