Tra porte sbattute e chiuse in faccia, Centrodestra in empasse

LECCE – Il prossimo incontro è a data da destinarsi. Non è soltanto il metodo di scelta del candidato a sugellare l’empasse del Centrodestra leccese, anche il criterio della chiamata a raccolta intorno ad uno stesso tavolo.

Dopo il meeting di ieri sera, a lamentare il mancato invito è stato il Movimento “Nuovo Umanesimo” fondato dalla ex consigliera Carmen Tessitore. All’indomani del tavolo, di cui ha appreso dalla stampa, il referente Andrea Fiore non le manda a dire, precisando però di non voler chiudere il dialogo con la coalizione. “Sarebbe invece il caso che si pensasse ai movimenti civici quale risorsa fondamentale da includere – dice – e non da bistrattare in virtù di regole che non sono state condivise con i Movimenti e di logiche oligarchiche che mal si coniugano con un reale rinnovamento. Attendo fiducioso che la coalizione riscopra quello spirito unitario e democratico che tanto ha entusiasmato i suoi elettori. Non c’è dunque alcuna chiusura nei confronti della coalizione ma una fiduciosa speranza (non saremmo Nuovo Umanesimo se non avessimo questa speranza ostinata!) di confronto e dialogo, che sono alla base di un reale rinnovamento”.

Chi invece che trovare la porta chiusa, ha deciso di sbatterla abbandonando l’incontro è stato “Sentire Civico”, capeggiato dall’ex consigliere Gaetano Messuti e rappresentato da Ruggero Paladini. All’indomani anche il suo malumore esplode in un questo sfogo: “Abbiamo offerto chiarezza dall’inizio ma ad oggi, al netto di tutti gli incontri già susseguitesi, rischiamo che questa indeterminatezza nell’agire, ci mandi in confusione. Ci siamo visti costretti ad allontanarci dal tavolo in corso che nuovamente, si stava impantanando in ondivaghi criteri metodologici. Siamo disponibili a prender parte a qualunque tavolo di lavoro convocato per istituire tempi e modalità che permettano la convocazione delle PRIMARIE“. Dunque consultazioni o nulla da fare.

Il metodo, si diceva, sembra uno scoglio insormontabile. Tanto da determinare lo stallo. Al netto di Fratelli d’Italia e Sentire Civico, di primarie non ne vogliono sapere Forza italia in prims, i restanti partiti e la rete civica tutta. Come extrema ratio le appoggerebbero invece Direzione Italia, la Lega e Casa Pound, ma solo laddove la mancanza di unità sull’indicare uno stesso nome dovesse dilatare oltremodo i tempi di una candidatura.

Movimento Regione Salento propone il metodo sondaggi, come “garanzia di trasparenza, libertà e anonimato” e propone di partire subito con banchetti e gazebo “per la gente, tra la gente” incalza.

Un clima teso, dunque, che si scontra sulla volontà iniziale di accelerare sin dal giorno successivo della caduta del Governo Salvemini, quando prima ancora di apporre le firme dimissionarie i 17 consiglieri dell’allora opposizione ragionavano già su tempi e modi per dialogare e non farsi trovare impreparati alla tornata di Maggio.

Pausa di riflessione, dunque, in questo fine settimana. Mentre nelle stesse ore il Centrosinistra si prepara alla fuga in avanti con la riserva che l’ex sindaco Salvemini è pronto a sciogliere, con il sotegno certo dell’Udc che, però, lascerà l’ultima parola al tavolo tutto. Sabato mattina la conferenza dell’ex primo cittadino alle ore 11.

E.Fio

 

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