Lecce, Brindisi e Taranto: si respira ancora

SALENTO- Si chiama Malaria 2019 Il rapporto annuale dell’Agenzia Europea per l’Ambiente che calcola, in 12 mesi di monitoraggio, la qualità dell’aria che si respira nelle città. Per il Salento, quest’anno, ci sono buone notizie: tra i 55 capoluoghi di provincia nei quali sono stati superati i limiti giornalieri per le polveri sottili o per l’ozono Lecce, Brindisi e Taranto non compaiono. I gas di scarico delle auto, i principali incriminati, sono nel Salento, ancora entro i limiti. In 24 dei 55 capoluoghi il limite è invece stato abbondantemente superato, e questo significa che i cittadini hanno dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi nell’anno. Numeri calcolati sui dati registrati dalle centraline di monitoraggio. Così, se quello che accade in Italia è decisamente preoccupante, il Salento può tirare un sospiro di sollievo e porsi ad una adeguata distanza dalle città considerate a rischio: in testa Brescia con 150 giorni oltre i limiti. Seconda Lodi, con 149, poi Monza, con 140. A preoccupare, sfogliando la classifica, è soprattutto l’area padana e la zona del Nord Italia. Almeno questa volta il divario con il Nord ha una valenza positiva per il Sud anche se sia Napoli che Avellino, Agrigento ed Enna non sono messe bene.

“Un quadro preoccupante-  denuncia Legambiente- che indica l’urgenza a livello nazionale di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili”.

 

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