La Direzione del carcere: sanità garantita e carenze strutturali segnalate

LECCE – Dopo le polemiche sulle condizioni in cui vivrebbero i detenuti nella sezione C2 del carcere di Lecce, la direttrice Rita Russo dice la sua. In merito alla presunta mancanza di acqua sanitaria calda, alle condizioni strutturali del fabbricato e alle temperature nelle camere di pernottamento, precisa che, da un lato, la fornitura di acqua calda nei locali doccia è regolarmente assicurata; dall’altro lato, a fronte di un’usura delle infrastrutture connessa alla presenza di una popolazione detenuta considerevole, “..Questa amministrazione -scrive- effettua periodicamente interventi di ordinaria manutenzione edilizia e ha tempestivamente segnalato ai superiori Uffici la necessità di interventi di straordinaria manutenzione con riferimento ad alcune parti del fabbricato, per i quali si è in attesa di definizione dei relativi procedimenti”.

Per quanto riguarda la presunta impossibilità per alcune persone detenute di ricevere le terapie farmacologiche cosiddette “salvavita”, assicura che la ASL, tramite l’unità operativa di Medicina Penitenziaria, si preoccupa di fornire a tutta la popolazione detenuta i livelli essenziali di assistenza, e che forse alla base di quanto detto c’è un equivoco, che forse si parla di farmaci non compresi nella fascia “A”, bensì nella fascia “C”, in relazione ai quali le procedure di approvvigionamento seguono gli stessi criteri validi per la popolazione non detenuta.

In merito allo spazio a disposizione nelle camere di pernottamento, la direttrice assicura che esse rispettino il criterio fissato dalla C.E.D.U., con lo spazio minimo stabilito di 3 metri quadri pro capite. E che solo alcune sezioni non consentono non consentono la permanenza all’esterno delle camere per più di otto ore al giorno, ai sensi di legge, ma che in ogni caso garantiscono “…la fruizione di spazi e tempi di socialità, delle attività di reinserimento sociale e, ovviamente, della permanenza all’aperto”. A proposito degli episodi di protesta collettiva, precisa che “Recentemente, in una sezione detentiva del plesso C2”, a seguito di gravi fatti consistiti nell’aggressione ai danni di un detenuto da parte di di altre persone detenute, la Direzione, ai sensi della legge, ha disposto temporaneamente la sospensione dell’ammissione alla permanenza all’esterno delle camere per almeno otto ore al giorno, garantendo comunque gli standard minimi previsti dalla normativa, come provvedimento di natura cautelare per prevenire ulteriori violenze” e che le manifestazioni di protesta che ne sono conseguite sarebbero culminate, in alcuni casi, con minacce nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, nel tentativo di far revocare il provvedimento. Che, però, fa sapere la dottoressa Russo, permarrà fino a quando le esigenze di sicurezza che lo hanno determinato lo richiederanno.

 

 

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