Lecce, cartelle Imu con il 20% in più contro la decisione del Consiglio di Stato

LECCE- L’amministrazione uscente, ignorando la sentenza del Consiglio di Stato, procede all’inoltro delle cartelle Imu con ingiusta rivalutazione catastale

Più di settemila leccesi fecero ricorso per impugnare la rivalutazione catastale, per l’Imu 2012, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. Successivamente alle sentenze favorevoli ai ricorrenti, l’agenzia del territorio di Lecce, considerati gli esiti, decise di annullare tutte le precedenti richieste. Gli aumenti furono previsti dall’amministrazione Perrone ed anch’essa, in seguito alle decisioni in tutti i gradi di giudizio, revocò la decisione dell’aumento. Uno degli ultimi atti dell’esecutivo Salvemini, invece, reintroduce quando la giustizia aveva cancellato con il deposito, entro il dicembre 2018, di tutto gli accertamenti per il 2013 e così rientrando nei cinque anni ed ovviare alla prescrizione favorevole ai cittadini giustamente non in errore. Infatti, già in questi giorni, centinaia di leccesi stanno ricevendo l’accertamento, appunto dall’anno 2013, con un aggravio, rispetto a quanto già pagato, del 20% della rendita catastale bocciata dalla giustizia amministrativa aggravata dai costi per le sanzioni. Non solo richiesta illegittima per tutti ma ancor di più per chi, già per il 2012, aveva fruito della decisione del consiglio di stato. Per questi, probabile, annullamento d’ufficio per tutti gli altri sarà però necessario sostenere un ricorso per evitare che gli aumenti possano interessare anche gli anni successivi. Un’operazione onerosa ma necessaria per far sì che i proprietari di un’abitazione di circa 100 mq. possano abbattere le potenziali cartelle esattoriali di circa 400/500 euro per anno.

 

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