Sequestro di persona e tortura a Porto Cesareo: la sentenza

PORTO CESAREO – Caso tortura Porto Cesareo: in queste ore la sentenza: otto anni di reclusione per Maikol Pagliara, sette anni e 10 mesi per Lorenzo Cagnazzo. La prima condanna per Kevin Soffiatti, 19 anni di Porto cesareo era già arrivata nel giugno scorso.  Il processo è scaturito dalla vicenda del violento pestaggio di Danilo Piccinno, 33enne di Porto Cesareo. I carabinieri definirono l’aggressione “violenta e premeditata”, consumata in una casa in costruzione, lontano da occhi indiscreti. Difeso da Cosimo D’Agostino e Ladislao Massari, Soffiatti era l’unico ad aver scelto il rito abbreviato.  I due 27enni Lorenzo Cagnazzo e Maikol Pagliara, di Arnesano e Porto Cesareo, furono arrestati insieme a lui dopo le indagini. Il 33enne, secondo le indagini dei carabinieri di Campi Salentina e di Copertino, era stato prelevato con una scusa, portato in un casolare, costretto a spogliarsi, per poi essere bastonato violentemente, costretto anche ad urinarsi addosso. Umiliazioni fisiche e psicologiche, poi le botte e l’abbandono. Aveva trovato la forza di rialzarsi e chiamare un amico. Successivamente la denuncia in caserma a Copertino, il ricovero in ospedale e una prognosi di 45 giorni per fratture a costato e arti, trauma cranico e lesione al polmone.

 Liquidata una provvisionale di 23.000 € a favore di Danilo Piccinno la parte offesa vittima della tortura. Per ogni parte civile 5000 € di provvisionale.  5.000 euro per madre, padre, sorella, moglie e figlia. Il danno sarà quantificato in sede civile. Confermato in pieno il delitto di tortura per la prima volta applicato e condannato in Italia.  Le parti civili sono difese dagli avvocati Riccardo Giannuzzi e Francesco Nutricati. A difendere Pagliara e Cagnazzo gli avvocati Gabriele Valentini ed Ivan Feola

 

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