Giustizia per mia figlia Ylenia o mi darò fuoco davanti al Ministero

ALEZIO – Ylenia non c’è più dall’8 luglio 2007. Aveva 23 anni quando, a bordo del suo scooter, sulla Alezio-Gallipoli, fu travolta da un’auto. Da quel giorno, che per i suoi genitori ha segnato anche la fine della vita come l’avevano conosciuta fino a quel momento, è iniziata, nel più inconsolabile dei dolori, anche la battaglia in tribunale.

Hanno sempre chiesto giustizia, perché fosse punito il responsabile, colui che guidava l’auto. In breve, le fasi della vicenda giudiziaria: assoluzione in primo grado, condanna in Appello, annullamento della condanna in Cassazione, che ha rinviato tutto a un nuovo Appello.

Il padre di Ylenia, Rosario, prima che si apra questa nuova fase, scrive al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Se non sarà emergerà la verità, annuncia che si darà fuoco davanti al ministero. Da sempre lui denuncia false testimonianze e una “casta” che difenderebbe la “casta”, anche nelle aule di giustizia.

“Egregio Sig. Ministro, spero le giunga questo mio disperato appello anche solo a far intervenire un ispettore per visionare il procedimento (che allega alla lettera)”.

Parla di un processo falsato e corrotto. “Credo di avere il diritto di di chiedere una semplice perizia per un calcolo che farebbero anche i bambini di scuola elementare, un calcolo che la corte d’appello di Lecce deve fare per confermare la sentenza di condanna, di colui che ha ucciso mia figlia, emessa dal Giudice Giacomo Conte nel 2012 ma che la corte di Cassazione ha cassato con rinvio” (l’udienza è prevista per il 5 febbraio).

Egregio ministro, il 13 e il 18 settembre 2018, ho spedito mail pec alla vostra attenzione e a diversi uffici responsabili del ministero che rappresentate, chiedendo di essere ricevuto per ascoltare il mio racconto su di una vicenda giudiziaria che ha dell’incredibile. Ho spedito tutto anche all’indirizzo “ilministroascolta@giustizia.it” ottenendo una risposta diretta solo da parte del “dipartimento per gli affari della giustizia” che mi informava di aver trasmesso il mio esposto al “Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria” Non ho ricevuto risposta da parte vostra.

Sign. Ministro la vicenda giudiziaria di cui vi devo parlare e portare a conoscenza diretta non è una vicenda secondaria né di poco conto…Io, la mia famiglia e i membri dell’associazione “Vogliamo giustizia per non dimenticare Ylenia” siamo vittime di una vera e propria ingiustizia condita di brogli, falsità e, sicuramente, corruzione ad alti livelli giudiziari. “Nella prossima settimana, se non avrò riscontro prima, mi incatenerò davanti alla prefettura di lecce, per chiedere come mai “Il Ministro (non) ascolta)”… dopo il 5 febbraio, giorno dell’udienza, se non sarà fatta chiarezza su questa dolorosissima vicenda, vi porterò la mia TORCIA UMANA davanti al ministero”.

 

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