Cimitero di Sternatia, “non aprite quella porta”: scontro tra sindaco e consigliera

QuattroStelle

STERNATIA –  “Non aprite quella porta”. Il titolo di un noto film horror sintetizza quanto accaduto in mattinata nel cimitero di Sternatia, in via Salvo D’Acquisto. Il tutto in seguito alle denunce della consigliera di minoranza, forzista, Sandra Villani secondo la quale tantissimi cittadini le avrebbero segnalato l’esistenza di una stanza chiusa contenente rifiuti di dubbia natura che, a lungo andare, avrebbero persino infestato l’area tutt’intorno.
“Il segretario comunale, secondo la consigliera, avrebbe sostenuto che si dovessi inoltrare agli uffici una richiesta scritta per poter accedere alla stanza in questione”. Incassato il diniego, la consigliera allerta i carabinieri della stazione di Soleto l’hanno che la raggiungono sul posto. Insieme a loro, anche il sindaco Massimo Manera e alcuni dipendenti comunali. “Il primo cittadino -racconta ancora la consigliera- mi dice di non aver alcun diritto ad accedere alla stanza.
Allertato anche il Noe, i militari hanno rassicurato la consigliera di essere pronti a procedere con le opportune verifiche. Stando alle segnalazioni di quest’ultima, all’interno della stanza vi sarebbero scarti derivanti dalle tumulazioni, non smaltiti da anni.
“Intanto, al contrario di quanto richiesto -lamenta la Villani- nessun sigillo è stato apposto alla porta della stanza. Dal canto mio sono certa di aver fatto il mio dovere di consigliera e non ho preteso nulla che non potesse essere fatto”
“Dal mio punto di vista non è accaduto nulla -replica il sindaco Massimo Manera– La Asl aveva già proceduto con le opportune verifiche e non sussiste alcun problema”. A conferma di quanto detto dal sindaco giunge un comunicato da parte dei carabinieri. “Segnalata la presenza di esalazioni maleodoranti provenienti da resti umani derivanti da estumulazioni. All’interno del locale venivano rinvenuti numerosi contenitori per rifiuti speciali sigillati, ma non veniva accertata la presenza di odori molesti. Accertamenti in corso.”

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*