“A presto”: così Salvemini saluta Palazzo Carafa

LECCE – Non un addio, ma un arrivederci: così nelle chiosa finale di un lungo sfogo affidato ad un post, l’ex sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, saluta Palazzo Carafa. “A presto” scrive, al margine di un bilancio nero su bianco dei suoi 18 mesi di governo, durante i quali il primo cittadino ha dovuto fare i conti con un’anatra zoppa prima e una stampella “vacillante” poi. Un percorso tortuso culminato lunedì nelle sue dimisioni e nella sfiducia da parte dei 17 consiglieri del Centrodestra.

“Domani libero la stanza nella quale ho avuto il privilegio e l’onore di servire Lecce, godendo ogni giorno di un affaccio bellissimo” scrive, postando una foto che lo immortala di spalle, intento a salutare Piazza Sant’Oronzo, proprio dalla finestra di quella stanza. “In queste ore ho ringraziato i miei assessori, i consiglieri, i dirigenti e dipendenti comunali. Con questo messaggio ringrazio voi tutti per queste manifestazioni di sincera vicinanza umana e politica”. Poi aggiunge: “A chi ci esorta ad andare avanti rispondo che indietro non si torna: una strada è tracciata e tantissimi intendono continuare e percorrerla. Voler riflettere -precisa ancora- non è annuncio di disimpegno o ritiro, ma una necessità per dare a ciascuno (a me, agli assessori, ai consiglieri e ai soggetti organizzati) il tempo per capire cosa voler fare, come farlo, con chi. Per essere lucidi serve fare decantare l’emotività inevitabile del momento e poi ragionare a mente fredda e cuore caldo. A testa alta e schiena dritta. Col sorriso. A presto”.

Una riflessione che fa seguito a quanto annunciato dallo stesso Salvemini durante la conferenza post dimissioni: “Qui alle mie spalle – disse, indicando la sua squadra schierata tutt’intorno – c’è una rosa di giocatori pronta a scendere in campo. Su modalità e ruoli -aggiunse- rifletteremo successivamente”. Un “A presto”, quello di oggi, che può voler dire tanto dunque. Di certo il sogno leccese del Centrosinistra, come rimarcato a più voci, adesso è più vivo che mai, certo di poter riguadagnare la poltrona del sindaco.

“Ho letto in questi giorni le tantissime attestazioni di stima, fiducia, affetto che ci avete riservato – chiude Salvemini – uso il plurale perché sono state indirizzate non solo a me, ma anche ad Alessandro e a tutti i miei assessori. Questo mi procura emozione e orgoglio: significa che pur con caratteri e sensibilità differenti, con biografie personali professionali e politiche diverse, siamo riusciti a parlare una stessa lingua e muoverci con lo stesso passo. Non siamo stati eccezionali, non abbiamo cambiato la città (non è possibile farlo i diciotto mesi). Siamo stati semplicemente noi stessi, per come ci avete conosciuti e poi votati e scelti”.

E chissà che quell’ “a presto”, a chiusura del post, non sia da intendere in “tandem”. Un arrivederci di coppia, in sostanza, di sindaco e vice: promotori di un’agenda del cambiamento che entrambi definiscono tutt’oggi “inarrestabile”.

E.Fio

 

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