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Parabita, per i giudici leccesi Cacciapaglia si può ricandidare

PARABITA – Al momento, sul provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Parabita per infiltrazioni mafiose, sono in corso giudizi amministrativi ancora pendenti davanti al Consiglio di Stato e al TAR Lazio, insieme all’ulteriore provvedimento di proroga della gestione commissariale straordinaria. Intanto, è stata pubblicata la sentenza della Seconda Sezione Civile del Tribunale di Lecce, presieduta da Portaluri, in merito alla richiesta di incandidabilità degli amministratori comunali in carica all’epoca dell’adozione del provvedimento di scioglimento.

Il Tribunale di Lecce, dopo una complessa istruttoria e con un articolato provvedimento ha respinto la richiesta di incandidabilità formulata dal Ministero dell’Interno nei riguardi dell’ex Sindaco, Avv. Alfredo Cacciapaglia, difeso dall’Avv. Pietro Quinto, nonché nei confronti dell’ex assessore Biagio Coi, difeso dall’Avv. Luciano Anocra.

La sentenza ha, invece, accolto la richiesta di incandidabilità verso il già vicesindaco Giuseppe Provenzano, il quale, peraltro, si era dimesso immediatamente, appena fu oggetto di contestazione penale.

Questa pronuncia non è definitiva, essendo soggetta ad impugnativa, ed è, comunque, subordinata ai provvedimenti che nei prossimi giorni potranno essere assunti nei giudizi amministrativi pendenti.

L’Avv. Pietro Quinto, nel commentare la sentenza, sottoliena come trovino ulteriore conferma, anche se in altra sede, le argomentazioni già esposte e sostenute dinanzi al Giudice Amministrativo alla luce delle quali “è oggettivamente impossibile sollevare qualsivoglia censura nei confronti dell’Avv. Cacciapaglia, quale Sindaco del Comune di Parabita, avuto riguardo alla personalità del professionista e dell’amministratore i cui atti non hanno mai subito alcuna censura anche in sede amministrativa, atteso che tutti i ricorsi proposti nel corso del mandato dell’Amministrazione Cacciapaglia sono stati sempre rigettati attraverso una valutazione positiva dell’attività amministrativa svolta”.

Soddisfazione viene anche espressa dal’ Avv. Luciano Ancora, difensore dell’ex assessore Biagio Coi, in riferimento alla sentenza del Tribunale Civile di Lecce con la quale è stata respinta la domanda di incandidabilità promossa nei confronti del suo assistito dal Ministero dell’ Interno. Il Tribunale ha ritenuto corretti ed onesti i comportamenti di Coi, al punto di rinunciare a parte di un investimento autorizzato dalla precedente amministrazione. In ogni caso, non è stato rimproverato a lui alcun legame sospetto, tantomeno con presunti clan mafiosi.

“La sentenza – conclude l’ Avv. Ancora – restituisce onore e dignità ad un uomo, ingiustamente ritenuto vicino a gruppi malavitosi”.

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