Omicidio Noemi, le indagini continuano

SPECCHIA- Le indagini sull’omicidio di Noemi Durini continueranno. Il gip Vincenzo Brancato ha sciolto la riserva dopo l’udienza del 16 novembre scorso e ha archiviato solo per Fausto Nicolì, il meccanico di Patù tirato in ballo da Lucio, per cui si esclude qualsiasi coinvolgimento, mentre si dispone un supplemento di indagini con termine di 4 mesi per Biagio Marzo, padre del ragazzo, e per la madre Rocchetta Rizzelli, per i quali si ipotizza un coinvolgimento nell’omicidio della minore e nella soppressione del cadavere. L’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Donatina Buffelli era stata avanzata dalla famiglia della ragazza uccisa nelle campagne di Castrignano del Capo. Secondo la pm infatti, titolare del fascicolo che riguardava i genitori di Lucio e quindi in mano alla procura ordinaria, sarebbe stato superfluo aggiungere nuove indagini a quelle già svolte.  Il giudice non la pensa così e scrive nell’ordinanza: “l’affermazione costituisce una mera anticipazione di conclusioni, allo stato, solo potenzialmente giustificate dalle indagini svolte, privando gli opponenti di investigazioni necessarie e conseguenziali alle loro deduzioni”.

Il giudice ha disposto quindi: l’acquisizione del traffico telematico dell’apparecchio e delle sim card riferibili a Noemi, a Lucio, al padre ed alla madre dal giorno precedente all’omicidio sino all’arresto del ragazzo. L’acquisizione e l’esame delle riprese effettuate dagli impianti di videosorveglianza relativi ai movimenti della Fiat 500 dal 1 settembre 2017 sino all’11, data del sequestro degli ulteriori massi utilizzati per il seppellimento del corpo e consulenze sugli stessi volte a rilevare possibili tracce di cellule epiteliali appartenenti agli indagati.

I legali della famiglia, tra cui l’avvocato Mario Blandolino, insieme ai consulenti tra cui la criminologa Roberta Bruzzone, hanno evidenziato alcuni aspetti venuti fuori da analisi tecniche effettuate dal consulente informatico Luigina Quarta: in questi fotogrammi estrapolati da alcune telecamere e che riprendono l’auto di Lucio si vede, secondo la difesa della famiglia, che la ragazza maneggia molto probabilmente un cellulare: si nota un display acceso mentre lei gesticola. Di chi è quel cellulare? La ragazza ne aveva un altro rispetto a quello rotto trovato dai carabinieri? E se si, dove è finito?

I genitori di Lucio sono difesi dall’avvocato Stefano de Francesco e Luigi Piccinni. Per loro quindi le indagini continuano. Le domande alle quali si dovrà rispondere sono: Lucio era solo quella notte? C’è qualcuno che potrebbe averlo aiutato a seppellire il corpo sotto le pietre? Era davvero tanto lucido da aver fatto tutto da solo? i suoi genitori sapevano della morte della ragazza prima che Lucio venisse arrestato?

 

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