Maltrattamenti in asilo? Si riaccende lo scontro politico

QuattroStelle

LECCE – La polemica torna ad accendersi. Accade all’indomani della notizia su presunti maltrattamenti su bambini da zero a tre anni, per mano di un’educatrice di un asilo nido comunale di Lecce.

Un botta e risposta tra maggioranza e opposizione che concede il bis, dopo un primo fuoco incrociato all’indomani della bocciatura in consiglio della mozione a firma del consigliere Andrea Guido sull’istallazione delle telecamere negli asili.

“Fa specie constatare che chi si lamenta non abbia neppure letto il testo del disegno di legge in discussione al Senato”. Interviene così Gabriele Molendini, consigliere di Lecce Città Pubblica, in riferimento alla polemica sollevata nelle scorse ore dai segretari cittadini leccesi di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega.

“Il disegno di legge in discussione a Senato-spiega Molendini- ove venisse approvato (già nella scorsa legislatura analogo provvedimento superò l’esame di un solo ramo del Parlamento, poi arenandosi) ha previsioni molto stringenti. Innanzitutto, a differenza della mozione Guido, che prevedeva anche l’installazione di videocamere nelle scuole primarie, il ddl le regolamenterebbe solo nelle scuole per l’infanzia ed in strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

Oltre a prevedere immagini criptate e conservate fino a sei mesi. Ed ancora: per procedere all’installazione dei sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso è necessario il raggiungimento del previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria e da quelle aziendali. In mancanza di accordo, tali sistemi possono essere installati previa autorizzazione della sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro o, in alternativa, della sede centrale. Si stabilisce inoltre che le modalità di gestione e funzionamento del sistema di telecamere a circuito chiuso siano definite con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge.

Dunque se solo i consiglieri di centrodestra si fossero documentati un po’ -chiosa Molendini- avrebbero scoperto che non solo è necessaria l’approvazione della legge attualmente in discussione, ma anche un intervento successivo del Garante per la Privacy e soprattutto un decreto attuativo del Ministero dell’Interno”.

Dissente fortemente il segretario cittadino degli azzurri, Cristian Sturdà. “Sfugge al consigliere -dice- che attualmente nessuna norma impedisce l’utilizzo delle telecamere in questione. Non esiste alcuna legge che vieti infatti ai comuni di prevedere un piano di sicurezza per asili e case di cura. Esiste invece già una normativa sulla privacy che prevede le modalità di trattamemto dei dati sensibili e non necessita di alcuna “ulteriore” regolamentazione. E ancora -dice Sturdà- trattandosi di telecamere criptate a circuito chiuso, visibili solo dall’ Autorità Giudiziaria e nei casi di denuncia, il richiamo al trattamento dei dati personali è del tutto privo di rilievo giuridico. Tali osservazioni sulla privacy sono state già abbondantemente superate sia dal dr. Antonello Soro, Garante della Privacy, che dalla dr.ssa Fiolmena Albano, Garante dell’Infanzia, i quali hanno espresso parere positivo sull’intallazione delle telecamere (sia volontarie che obbligatorie) negli asili”.

 

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