Viagra, daini e sconti: così il magistrato svendeva la giustizia. I dettagli

QuattroStelle

LECCE – Un “sostituto procuratore del tutto privo di qualsiasi freno inibitorio, in modo continuo e irrefrenabile e che “si rendeva responsabile di molteplici episodi di corruzione e abuso, prostituendo l’esercizio della sua funzione in cambio di incontri sessuali ed altri favori“. È il profilo del pm Emilio Arnesano tracciato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza Amerigo Palma, messo nero su bianco nell’ordinanza di custodia cautelare.

Dalle indagini -si legge nell’ordinanza- è emerso uno sconcertante e collaudato sistema criminale in cui insospettabili professionisti, legati tra loro da risalenti rapporti di amicizia, colleganza o interessamento a vario titolo, agli esiti di vicende processuali penali o disciplinari, utilizzavano a proprio vantaggio la posizione rivestita dall’Arnesano in qualità di pm per ottenere indebitamente favoritismi, dietro elargizione di vantaggi economici o prestazioni sessuali, piegando e svendendo la funzione pubblica (…) al perseguimento di interessi privati di natura illecita“.

Tra intercettazioni ambientali e pedinamenti, gli inquirenti hanno passato al setaccio anche le abitudini del magistrato apparentemente ininfluenti.Deve evidenziarsi -si legge nelle carte- come il non particolare valore dei favori ottenuti (ad esempio scatole di viagra) corrisponda non ad una minore tenuità delle sue condotte, ma piuttosto ad una sua più accentuata pericolosità: svendere la funzione giudiziaria per un approccio sessuale, per una battuta di caccia o per ottenere significativi sconti nell’acquisto di barche, appare il segno di una personalità ormai criminale“.

Le battute di caccia con il dottor Siciliano (dirigente Asl) sarebbero l’ulteriore conferma dei “miserevoli vantaggi tratti“. “Siciliano -in un’intercettazione telefonica- promette al Pm di portarlo a sparare un daino, così bello che avrebbero poi postato la foto sui giornali. Arnesano intima di non sponsorizzare troppo l’evento al suo interlocutore, “altrimenti mi sputtani troppo” dice“. Cosa ci fossse in ballo è presto detto: il dissequestro della piscina di pertinenza del dottor Trianni. Siciliano avrebbe dunque giocato il ruolo di intermediario per lo scambio di favori: una battuta di caccia gratis in favore del dissequestro della piscina.

Nella stessa vicenda entra poi in gioco il direttore generale della Asl Narracci che, messo al corrente della battuta di caccia dal Siciliano, commenta in riferimento all’incontro tra pm e dirigente Asl: “beh, avranno avuto qualcosa da dirsi”. “Una qualsiasi persona moralmente integra -scrivono i giudici a tal proposito- apprendendo da un amico di un tentativo di corruzione in atto nei confronti di un giudice, mostrerebbe preoccupazione e sdegno. Narracci invece si mette a ridere mostrando piena condivisione, definendo espressamente i suoi colleghi una banda di matti cui lui guarda le spalle, consapevole di fare parte di un unico comitato di affari indebito allo scambio reciproco di favori illegittimi“.

Scambio di favori che chiamano in causa anche il dottor Giuseppe Rollo, primario di ortopedia del Fazzi al quale il pm chiede di anticipare un’operazione cui deve sottoporsi i figlio. In cambio Rollo avrebbe chiesto di attenzionare un fascicolo, di cui è titolare la pm Licci, riguardante un signore deceduto dopo l’anestesia, prima ancora di arrivare in sala operatoria. Arnesano promette di segnalarsi come pm per l’udienza successiva. L’intervento del figlio, per intercessione di Rollo, viene anticipato.

C’è poi la vicenda legata all’avvocato Manuela Carbone, che il pm avrebbe aiutato a raggirare un procedimento discipinare presso il consiglio dell’ordine degli avvocati di Lecce. Alla sua interlocutrice chiede, al telefono, “di stare un pò insieme“, ricavando risposta affermativa. Saranno molteplici gli incontri intimi appurati dagli inquirenti. Conte, vicepresidente del consiglio di disciplina in questione, è accusato di conseguenza di aver violato il principio di imparzialità, proprio per aver compiuto su richiesta del magistrato i suddetti favoritismi.

Tra gli indagati infine anche l’avvocato Benedetta Martina del Foro di Lecce, che “non esita ad avere plurimi rapporti sessuali con l’Arnesano -scrivono i giudici- pur ammettendo esplicitamente con l’amica Federica Nestola (anche lei giovane avvocato) la propria ripugnanza fisica per il magistrato“. L’avvocato Martina intercede per l’amica Nestola affinchè l’esame per l’abilitazione alla professione per quest’ultima fili liscio. “Il pm, dopo aver chiesto se la candidata fosse di bella presenza, chiede all’amica se fosse possibile intercedere favorevolmente” si legge.

Emblematica una conversazione tra le due amiche sul pm. La Nestola chiede come debba comportarsi con lui. L’avvocato Martina risponde: “vattene conciata, tieni conto che Arnesano si butta eh (…) ogni volta per evitarlo che schifo -aggiunge- perchè poi è viscido, che schifo”. Ad ogni modo la rischiesta delle due giovani viene soddisfatta.

E. Fio

 

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