Xylella, deputati visitano campi sperimentali

GALATONE- Hanno attraversato un campo di alberi completamente secchi, ma di fronte agli unici 84 ulivi che sono tornati a vegetare su 16 ettari, la prima domanda che i deputati hanno fatto è stata: “quante olive hanno prodotto quest’anno?”. Dopo appena 18 mesi di sperimentazione (il minimo sindacale è tre anni), ovviamente, quelle piante non potevano tornare già a produrre. Forse lo faranno in futuro, ma ancora non è dato sapere.

Questo è il punto iniziale della visita che la Commissione agricoltura della Camera ha tenuto in tarda mattinata a Galatone, presso Masseria Lo Prieno, dove è in corso una delle sperimentazioni finanziate dalla Regione Puglia per capire se e come gli ulivi colpiti da disseccamento possono essere salvati. I deputati hanno fatto domande, scattato foto, si sono fatti spiegare il metodo utilizzato, hanno deciso che monitoreranno l’andamento di uno di questi ulivi, richiedendo immagini del prima da confrontare.

“La commissione all’unanimità ha preso a cuore questa vicenda, perché al momento non c’è cura per il batterio Xylella in sé – ha dichiarato il presidente Filippo Gallinella (M5s) ai microfoni di Telerama -. Quando, nel 2013, fu la scoperto il patogeno, ci ha trovato tutti impreparati.  Noi ora non vogliamo parlare di errori ma risolvere il problema e capire che quando c’è un’emergenza fitosanitaria il Paese non puà trovarsi impreparato. È giusto che la ricerca faccia il suo corso, ma il problema è che gli olivicoltori nel frattempo non hanno reddito e questo è molto grave. Qui a Galatone ci sono tentativi per far recuperare le piante, che però non sono ancora tornate in produzione. Questo significa che dobbiamo pensare a strumenti da mettere in campo per superare l’emergenza, trovare il modo per far ripartire le aziende, anche con misure del Psr. Dunque, da un lato dobbiamo dimostrare all’Ue di saper fermare la malattia e saperne impedire l’avanzata.  Dall’altro, invece, va cercata una strategia per rilanciare il territorio”.

Prima di giungere qui sono stati a Torchiarolo, nelle aree interessate dagli espianti nel 2015, in particolare quelle di proprietà di Tormaresca. Poi, hanno proseguito a Gallipoli, nell’area del primo focolaio; a Presicce, sui campi di innesti di Giovanni Melcarne; a Caprarica, presso l’azienda Nachiro di Pantaleo Greco, dove è stata impiantata la varietà Favolosa; a Lequile, presso l’azienda di Sandro Ingrosso, per poi rientrare a Brindisi per un incontro negli uffici regionali sulle azioni attivate dalla Regione. Non a caso ad accompagnarli c’era l’assessore regionale Leonardo Di Gioia.

 

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