Spagnolo per le Comunali a Lecce

LECCE – Decapitato in diretta tv dalla segretaria provinciale Elisa Rizzello, Mario Spagnolo non demorde, anzi rilancia. In virtù del suo ruolo di segretario cittadino della Lega si spinge a proporre di avviare tavoli di coalizione per le future elezioni comunali a Lecce in caso di voto anticipato.

“Basta sospetti su di noi” dice, in riferimento al “regolamento dei conti” post provinciali in casa Centrodestra che ha visto i fittiani puntare il dito contro il partito di Marti.

“Ci sono quelli che sono capaci di non perdere mai perché anche quando gli va male imparano, fanno tesoro degli errori, accumulano la giusta esperienza per ripartire nuovamente e non sbagliare più -incalza- E poi ci sono quelli che, invece, non sanno più vincere perché non vogliono più vincere, perché la loro felicità si nasconde nell’addossare responsabilità alle persone che sono al loro fianco, passando di complotto in complotto pur di non guardarsi mai allo specchio.

Ecco, speriamo che il centrodestra leccese e salentino voglia appartenere al primo gruppo, a coloro che, capite le cause delle sconfitte, si rimboccano le maniche per evitare che ciò accada ancora. Mai un ‘mea culpa’, mai un ‘forse abbiamo sbagliato’, ma sempre e solo un ‘chi sono i traditori’.

Come si può solo pensare di accusare la Lega e il suo più alto rappresentante istituzionale, il Senatore Roberto Marti, di aver remato contro? Come è possibile non vedere tutto il dispendio di energie profuso dagli uomini e dalle donne della Lega a sostegno del centrodestra leccese e salentino?

Sarebbe il caso di mettere da parte questa inutile e dannosa caccia alle streghe -continua- e provare a remare tutti nella stessa direzione preparando l’alternativa alla caduta della Giunta Salvemini”.

Da coordinatore cittadino della Lega Spagnolo si dichiara da subito disponibile a partecipare all’attivazione di un tavolo del centrodestra allargato ai movimenti civici “per cominciare a parlare di futuro -chiosa- evitando ormai di rimuginare su gravi sconfitte figlie di inutili e sterili personalismi”.

 

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