Xylella, la Regione all’UE: “Occorrono più soldi e misure alternative”

BARI – I trattamenti fitosanitari e le eradicazioni delle piante colpite da xylella saranno effettuate dall’Arif su mandato della Regione. Fatte salve iniziative volontarie da parte dei proprietari. Lo ha deciso la giunta regionale per accelerare le misure di contenimento del batterio.

I monitoraggi, sospesi da mesi, riprenderanno a breve e, nella ex zona di contenimento, laddove ci sia personale a sufficienza, saranno ripetuti e continuati partendo dalle aree dove sono stati riscontrati focolai, con minor numero di piante infette e segnalati dagli stessi proprietari.

Nel pacchetto delle nuove misure approvate dalla giunta regionale, c’è anche la tutela degli ulivi monumentali che rientrano nella Panta degli Ulivi Secolari: l’area che circonda tutta la superficie, estesa per ulteriori 100 metri, sarà monitorata affinché le misure vengano rispettate.

Saranno, inoltre, eradicate le piante risultate infette al test di laboratorio ELISA, senza ulteriore test di conferma; oppure per risparmiare tempo e denaro, negli appezzamenti in cui è stata già rilevata la presenza di piante infette da xylella e su segnalazione del proprietario, si procederà, dopo una ispezione dell’Osservatorio fitosanitario e con il via libera del proprietario, a ordinare l’abbattimento delle piante con sintomi conclamati.

Accanto a queste misure da attuare sul territorio, c’è anche da giocarsi la carta Bruxelles. La Regione, tramite il governo centrale, avanzerà una serie di richieste alla Commissione Europea. In particolare riguardano l’individuazione di misure alternative all’eradicazione degli ulivi monumentali ricadenti nella Piana degli ulivi secolari e l’ideazione di misure di tutela formando appositamente il personale; tra le richieste anche il riconoscimento di poli vivaistici all’interno della zona cuscinetto che, dopo accurate analisi, possano essere considerati zona indenne – partecipando ai costi di investimento -, la ricostituzione degli appezzamenti coltivati nelle aree irrimediabilmente danneggiate dal batterio, impiantando varietà di olivo resistenti e, non ultimo, la compensazione dei danni oggettivi subiti dai frantoi con sede operativa nelle aree infette.

 

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