Tap, M5S: “Emiliano taccia”. Tutti contro i pentastellati

QuattroStelle

SALENTO- Si difendono in primis dal presidente della Regione Michele Emiliano i pentastellati pugliesi: “farebbe bene a tacere”, dicono i consiglieri regionali, anche loro travolti dalla bufera sull’imminente via libera politico al gasdotto Tap. “Non accettiamo lezioni – aggiungono – da un componente di spicco del partito che questa opera l’ha voluta e che con la sua inerzia è stato uno dei principali responsabili per l’arrivo di TAP nella nostra Regione”. Se Tap dovesse essere definitivamente sdoganata, “chiederemo scusa ai nostri concittadini per non essere riusciti ad arrivare in tempo per rimediare ai disastri di chi ci ha preceduto”, continuano i grillini.

“Trovo raccapriccianti le dichiarazioni del gruppo del M5S Puglia. Mi diffamano sapendo di mentire – replica a stretto giro Emiliano -. Ho rotto rapporti umani e politici per via del Tap al punto da essere stato accusato da buona parte del mio partito di essere dalla parte dei 5Stelle. Sono ragazzi che non sono dotati di capacità autocritica. Io non sono Renzi e non sono Calenda, io non sono un voltagabbana come loro. Sono stato eletto con un programma per spostare la Tap 30km a nord e per decarbonizzare l’Ilva e questo e solo questo intendo ottenere. La forza della nostra coerenza restituirà dignità al popolo pugliese”.

Contro il M5s è fuoco incrociato. A partire dallo stesso Pd. “I diversi virgolettati riportati dalla stampa -afferma il senatore Dario Stefàno– suonano in modo molto grave, a partire da quelli che riferiscono che il premier Conte ha invocato il sostegno da parte della Procura per fermare il cantiere di Melendugno”. “Si è concluso il Festival dell’ipocrisia che denunciammo nel 2013”, dice invece Paolo Pagliaro, che in qualità di Dirigente Nazionale di Forza Italia e presidente del Movimento Regione Salento chiede le dimissioni dei parlamentari salentini dei 5 stelle ad iniziare dal Ministro per il Sud Barbara Lezzi. “Adesso – argomenta – è giunto il momento di dimostrare l’onestà che tanto decantano: hanno fallito e devono lasciare quella poltrona”.

Per il coordinatore e il capogruppo regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia , Francesco Ventola e Ignazio Zullo, chi prometteva lo stop di Tap “prendeva in giro i pugliesi e lo faceva scientemente, perché i dati e le carte erano lì chiari e trasparenti”.

Per i deputati di Leu Rossella Muroni e Nicola Fratoianni, “è noto da mesi che l’opera andrà avanti” perché “già lo scorso luglio il ministero dell’Ambiente aveva in sostanza detto che i cantieri non avrebbero avuto alcuno stop”. Dallo stesso partito, il consigliere regionale Ernesto Abaterusso aggiunge che “i 5 Stelle stanno tradendo, una dopo l’altra, tutte le aspettative degli elettori pugliesi dichiarando candidamente, come ha fatto il consigliere regionale Trevisi, di essere solo dei segugi al guinzaglio di Salvini”.

Per Paolo Pellegrino, consigliere de La Puglia con Emiliano, è il “gioco dell’oca in salsa pugliese” con “clamorosi passi indietro”. Il collega Pd Fabiano Amati lancia il guanto di sfida ai consiglieri cinquestelle: se non condividono la scelta romana, “li prego di presentare al Consiglio una mozione con cui contestare aspramente la decisione del Governo nazionale, lasciando dunque a verbale la loro opinione diversa”.

 

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