Scuole a pezzi: a settembre l’allarme della Provincia

LECCE – “Da due anni a questa parte siamo abituati a rincorrere le emergenze. Nei casi di estrema urgenza possiamo contare sulle risorse strettamente necessarie. La coperta è corta”. Queste frasi sono state pronunciate solo tre settimane fa da Stefano Zampino, dirigente dell’ufficio provinciale preposto all’edizia scolastica. Oggi, alla luce dei vari crolli avvenuti in diversi istituti della provincia di Lecce, pesano come un macigno. Perché l’emergenza è reale e ha fatto sì che degli istituti chiudessero, con i dirigenti scolastici che hanno giostamente mandato i bambini a casa. Appannaggio della Provincia, è bene ricordarlo, sono gli istituti superiori.

La Provincia di Lecce, proprietaria di oltre 100 istituti di istruzione superiore nell’hinterland, può fronteggiare solo gli interventi straordinari. Per il resto ogni istututo può contare soltanto sul proprio fondo cassa.

“La Provincia -disse Zampino- paga il prezzo dei tagli finanziari, sempre più alto”.  A Palazzo dei Celestini, a seguito della Riforma Delrio, è stata richiesta la restituzione allo Stato di entrate proprie per un totale di circa 87 milioni di Euro dal 2014 al 2016. Una spesa troppo grossa da fronteggiare tutta insieme, da qui le trattenute che a loro volta ammontano a ben 50 milioni annui. Casse inesorabilmente e lentamente svuotate.

L’osservatorio dell’ente sta procedendo al censimento della popolazione studentesca: numero allievi, percentuale disabili, analisi del trend di iscrizioni per ogni istituto. Il tutto per pianificare le cosidette politiche distributive: tradotto, comprendere se vi sia la necessità di spalmare il numero di studenti di un instituto in altre porzioni di plessi a loro volta con meno iscrizioni. Questo è l’unico censimento che la Provincia ha potuto fare.

In pochi giorni, nell’ordine, si sono staccati pezzi di controsoffitto nella scuola primaria “Principe di Piemonte” a Maglie, il primo circolo in via Matteotti; c’è stato un crollo di calcinacci nell’istituto in via Crispi a Nardò; si sono staccate delle tegole -causa infiltrazioni d’acqua- nella primaria Battisti, a Scorrano.

In nessuna di queste circostanze sono rimasti feriti bambini: per puro caso, però. L’8 agosto è stato approvato il nuovo Piano Regionale Triennale di edilizia scolastica 2018-2020 con le relative graduatorie. È uno strumento che serve proprio per l’individuazione e il finanziamento degli interventi da effettuare sul patrimonio immobiliare degli istituti scolastici pugliesi. È stato quindi censito il fabbisogno strutturale della scuola pugliese “che finanzieremo -aveva detto l’assessore regionale Leo -secondo i criteri prestabiliti, in ordine di graduatoria e secondo le risorse man mano disponibili”.

Bisogna far presto. È un’emergenza che non può essere rimandata.

 

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