Massacro Cursi, l’autopsia conferma la furia omicida

Il luogo del duplice omicidio

CURSI- Uccisi da un unico colpo di pistola ciascuno, tranne Andrea. Lui, dopo il primo sparo all’addome, è stato finito con un colpo in testa. È l’ulteriore, agghiacciante dettaglio che viene dall’autopsia. L’esame, eseguito dal medico legale Roberto Vaglio, ha dato più che altro conferme a quello che si sapeva già. La povera famiglia di Cursi massacrata davanti all’uscio di casa venerdì scorso è stata sterminata in pochi secondi dal vicino di casa Roberto Pappadà, assassassino reo confesso di Francesco e Andrea Marti, della zia del ragazzo Maria Assunta e responsabile del tentato omicidio della mamma di Andrea, Fernanda, l’unica sopravvissuta alla lucida furia dell’uomo. Maria Assunta è stata colpita al torace, è deceduta per emorragia interna; anche Francesco Marti, al quale lo sparo al torace ha provocato una lesione polmonare.

“Un’indole violenta, senza scrupoli, indifferente nei confronti delle sue vittime e della vita umana” ha detto il giudice per le indagini preliminari Carlo Cazzella, descrivendo così la personalità di Pappadà. Dopo l’interrogatorio in carcere, avvenuto lunedi alla presenza dell’avvocato Nicola Leo, che difende il 57enne, è stato convalidato l’arresto in carcere -ora è detenuto a Taranto- per la sussistenza delle esigenze cautelari sottese ai gravi indizi di colpevolezza, al pericolo di fuga e della reiterazione della condotta, tenuto conto della modalità dell’azione, della sua totale indifferenza verso le vittime, insieme alla convinzione di aver fatto la cosa giusta e al rammarico di non aver eliminato anche Fernanda Quarta. Secondo il giudice tutto questo potrebbe sfociare in altri atti lesivi dell’incolumità personale. Cioè Pappadà potrebbe farlo ancora.

Non si è dimostrato affatto pentito né scosso per la strage compiuta, continuando a sostenere che i soprusi subiti dai vicini potevano essere vendicati solo con lo sterminio. Ha ammesso di essersi procurato la pistola proprio per uccidere i rivali, nei confronti dei quali serbava ormai un odio profondo, maturato per questioni di vicinato. Continue liti perché lui pretendeva un parcheggio davanti a casa per la sorella disabile. E anche per altri motivi. Fino al clou della rabbia, che gli è esplosa dentro due anni fa, quando Andrea, il più giovane delle vittime, avrebbe aggredito Pappadà fisicamente. E lui, venerdì alle 11,00 di sera, ha pensato di ottenere il suo riscatto con la più atroce vendetta.

 

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