PSR, Di Gioia: “Dal Tar nessuna sospensiva. Necessari altri fondi per gli onesti”

BARI – “L’ordinanza del Tar non sospende nulla ma ci dice di lavorare”. Così, in sintesi, l’assessore alle Risorse Agricole della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, riassume la decisione del Tribunale dopo i ricorsi e i contro ricorsi delle aziende partecipanti al PSR.

“Il bando lo avrei scritto così? No”, chiarisce subito l’assessore, ma così hanno fatto i tecnici e ora, senza dar colpe a nessuno, bisogna guardare a ciò che c’è. E ci sono due mesi di tempo sino alla sentenza definitiva del Tar. In questo lasso di tempo partiranno subito, a blocchi da 100, le notifiche ai 477 presunti furbetti sui quali incombe il sospetto di inquinamento dei requisiti. Dal ricevimento del plico, le aziende avranno 10 giorni per dimostrare documenti alla mano che le cose non stanno così. La Regione, poi, avrà ulteriori 10 giorni per contro-replicare. Poi il tutto passa al Tar. Ma le verifiche, come deciso dai giudici, saranno avviate anche sugli imprenditori che hanno presentato ricorso. Perché – dicono dal Tribunale – esiste il diritto di essere reinseriti in posizione di maggior vantaggio, a patto però di avere i requisiti. Per le 150 aziende oneste, la graduatoria scorrerà.

L’unico vero limite dell’ordinanza – ha spiegato ancora Di Gioia – è restituire anche alle aziende che non hanno fatto ricorso la speranza di partecipare, senza che la furbizia di altri si traduca in un danno. Come farlo? Trovando ulteriori risorse. Ed è a questo che puntano l’assessore e il governatore attingendo altri 200 milioni dal Patto per il Sud. Se il Ministero darà l’ok.

L’appello, dunque, alla politica: “Va bene la dialettica, le critiche e le contestazioni, ma così si ammicca dando forza agli imbroglioni”. La clausola della media – ha aggiunto – che, in un certo modo il Tar ha ritenuto logica, ha creato distorsioni. I tecnici hanno scelto una strada complessa ma non puntare il dito su chi ha imbrogliato è inconcepibile. Di qui l’appello agli ordini di cui fanno parte di avviare procedimenti disciplinari verso i colpevoli. Poi la replica alle associazioni agricole: per senso di giustizia ci chiedono di ricalcolare la media facendo non solo sui 652 ammessi, l’istruttoria su tutte le 3200 domande arrivate. “Oggi – ha concluso Di Gioia – pur essendo d’accordo, non siamo nelle condizioni di discostarci da quando stabilito nell’ordinanza del Tar”.

 

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