Cursi, l’assassino davanti al gip: “La mamma mi è scappata”

Il luogo del duplice omicidio

LECCE- 45 minuti di interrogatorio, in carcere, davanti al gip Carlo Cazzella, e una conferma della piena confessione già avvenuta la notte dell’arresto. Per Roberto Pappadà, assistito dall’avvocato Nicola Leo, il giudice ha convalidato l’arresto. Ha risposto a tutte le domande, ha ricostruito movente e particolari di quei terribili minuti in via Tevere a Cursi. Poi ha detto: “Sono pronto a pagare”. Un racconto lucido dal quale è emersa chiaramente la premeditazione.

L’unica superstite della strage di Cursi di venerdì sera è viva solo per un miracolo. Fernanda Quarta, mamma di Andrea, moglie di Francesco e sorella di Maria Assunta, doveva morire come gli altri. “Mi è scappata” ha detto il killer. È ancora viva perché dopo aver sparato 5 colpi, la Smith&Wesson si è scaricata. Lei, già colpita, da un proiettile, è riuscita a rifugiarsi dietro le auto, poi in casa di una vicina. Pappadà ha ricaricato l’arma e ha aspettato in strada che uscisse. Poi è entrato in una casa e ha chiesto di chiamare i carabinieri.

E poi il racconto di come quegli omicidi fossero premeditati da tempo tanto che, avrebbe ammesso, la pistola l’aveva recuperata proprio per questo. Per quella strage familiare che aveva in testa da quando, circa due anni fa, Andrea, la vittima più giovane, gli avrebbe messo le mani addosso aggredendolo. Un episodio che unito agli altri ha fatto crescere un odio profondo per i suoi vicini. Pessimi rapporti di vicinato quindi legati al parcheggio davanti casa, che l’assassino pretendeva per la sorella disabile, ma non solo. Non ha voluto rivelare come se la sia procurata. I carabinieri del Reparto Operativo e del Nucleo Investigativo che stanno conducendo le indagini la stanno esaminando accuratamente. Al momento non risulta sia stata rubata.

Ha confermato di aver graziato la fidanzata di Andrea, di averle intimato di allontanarsi perché non c’entrava nulla e di aver coinvolto la zia perché in quel momento era con loro, e perché, comunque, odiava l’intera famiglia. Martedì il pm Buffelli conferirà al medico legale Roberto Vaglio l’incarico per le autopsie.  I parenti delle vittime hanno nominato i loro legali: l’avvocato Arcangelo Corvaglia per Fernanda, moglie e mamma delle vittime, l’avvocato Marino Giausa per Fabrizio Leo, marito di Maria Assunta.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*