60 ettari in fumo, il disastro alle Cesine. E’ dolo: 3 punti fuoco a triangolo

VERNOLE- Un’altra giornata difficile. Un risveglio per niente tranquillo: il day after, il giorno dopo il grande incendio che ha distrutto buona parte della litoranea adriatica in territorio di Vernole, la situazione resta complicata. La gran parte dei focolai è stata domata. Nella notte, i vigili del fuoco si sono fatti strada nella pineta con le motoseghe e hanno raggiunto il cuore dell’incendio. Il vento, però, ha ripreso a soffiare. Raffiche da 9 km/h, in aumento nel pomeriggio. E con un cambio di direzione che inquieta: soffia da sud, è Libeccio e se le fiamme riprendono a correre la riserva delle Cesine è ancora più in pericolo.

E‘ il motivo per il quale sono stati allertati di nuovo i fire boss: alle 13.46 l’arrivo di due mezzi da Grottaglie, per una bonifica più profonda. Si guarda il cielo: si spera arrivi in fretta anche la pioggia.

Sessanta ettari sono andati perduti. Canneto, macchia, pineta. Le strade hanno funto da tagliafuoco e hanno protetto oliveti, coltivazioni e abitazioni nell’entroterra di Acquarica di Lecce. Ma il merito è soprattutto di un lavoro senza sosta di caschi rossi e Arif. “Danni incalcolabili, specialmente alla fauna nei canneti”, dice Giuseppe De Matteis, direttore Wwf della riserva delle Cesine. Ci sono delle squadre fisse oggi al limite dell’oasi, occhi ben aperti, per evitare ogni rischio. “Ieri il loro intervento è stato eroico”, rimarca.

La litoranea in mattinata è stata di nuovo interdetta al traffico. A destra e a sinistra, lo scenario è spettrale: tronchi diventati carboni, sottobosco trasformato in cenere. E poi più di un riscontro al sospetto più difficile da accettare, quello del dolo. Sono stati individuati i tre punti fuoco da cui è partito il grande rogo, tre punti disposti in maniera geometricamente perfetta, vertici di un triangolo: il primo poco a sud delle Cesine, il secondo accanto al Parco Manà, il terzo lungo la provinciale per Acquarica. Elementi che saranno presi in considerazione della magistratura, come assicura il prefetto Claudio Palomba, giunto sul posto in tarda mattinata per rendersi conto della portata. “Qualche giorno fa – afferma – abbiamo fatto il punto sulla stagione estiva e si era registrato un calo degli incendi del 70 per cento. Poi questo episodio. Dopo la gestione dell’emergenza, va avviata una profonda riflessione, anche assieme agli enti locali, per continuare sulla strada della prevenzione, che può essere agevolata dall’installazione di sistemi di videosorveglianza”.

 

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