Tap, da domani riprendono i lavori

MELENDUGNO- Sarà un lunedì cruciale: come preannunciato da Telerama nei giorni scorsi, Tap è pronta a riprendere i lavori a Melendugno a partire da questa settimana che sta per aprirsi. La conferma arriva dal provvedimento con cui la Capitaneria di porto autorizza la società a svolgere attività nello specchio d’acqua antistante la spiaggia di San Foca. Si tratterebbe di prospezioni in mare e della realizzazione della palizzata da fissare sul fondale per evitare cedimenti lì dove dovrà inabissarsi il microtunnel, cioè il tubo che si collegherà alla terraferma e per il quale è stato costruito il pozzo di spinta in contrada San Basilio. Il passo necessario prima di riavviare il cantiere anche a terra, dove si attende la “talpa”, vale a dire la macchina che perforerà il sottosuolo fino al mare, lavori che saranno eseguiti da Saipem. Le navi che verranno impiegate sono tutte già pronte, attraccate al porto di Brindisi.

Insomma, all’indomani della fine della pausa estiva, prevista per evitare impatti sul turismo, Tap vuole andare avanti spedita. Lo aveva detto anche nella nota recapitata il 21 settembre agli enti: si riprende subito. E d’altronde non c’è nessuno stop a impedirlo. Non c’è da parte della magistratura penale, visto che per la superperizia si dovrà attendere per almeno altri due mesi. Non c’è da parte della magistratura amministrativa, dato che non ha congelato gli atti sul microtunnel in via cautelare e solo il 14 novembre è fissata udienza per la discussione del ricorso del Comune che ha impugnato i provvedimenti con cui il Ministero dell’Ambiente ha risparmiato a quest’opera la valutazione di impatto ambientale. Non c’è nessuno stop, infine, dal governo, che si è preso altri due mesi di tempo per decidere. Altri due mesi a valle dei quali sarà ancora più tardivo e difficile un blocco del gasdotto, se mai, comunque, ci sia stata davvero intenzione di fermarlo, al di là dei proclami in campagna elettorale.
Ne hanno consapevolezza gli attivisti: “Diventa sempre più evidente – dicono dal Movimento NoTap – la presa in giro di questo governo che, in continuità con il precedente, favorisce la multinazionale nella devastazione inutile del territorio ed abbandona la popolazione al suo destino”. Ne hanno da dire anche nei confronti dei tre parlamentari cinquestelle, non salentini, che hanno chiesto il sequestro del cantiere con esposto in Procura nei giorni scorsi, “una iniziativa debole – rincarano i notap – se non si dà seguito alle denunce con iniziative volte a fermare realmente i lavori”.

 

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