Montedoro confessa l’omicidio De Salve. La Cassazione rigetta il ricorso

LECCE- Nel giorno dell’ufficializzazione di Tommaso Montedoro come collaboratore di giustizia arriva un colpo di scena giudiziario: la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali del boss sulla condanna a 30 anni per l’omicidio di Rosario De Salve dopo che la Dda ha trasmesso a Roma le  dichiarazioni confessorie rese dal collaboratore. Una decisione praticamente obbligata quella dei giudici: Montedoro avrebbe infatti ammesso di aver ucciso il macellaio di Matino assassinato l’11 marzo del 1998. Agli ex difensori è subentrato ora l’avvocato Sergio Luceri che seguirà il nuovo percorso giudiziario del boss.

Una lunga vicenda giudiziaria era seguita a quel fatto di sangue: una condanna in primo grado all’ergastolo e la conferma in Appello. Poi il ricorso presentato dai suoi ex legali Federico Grosso e Mario Coppola accolto dai giudici romani che avevano rinviato a Taranto con una serie di motivazioni, tra le quali il fatto che il boss brindisino Vito D’Emidio, suo accusatore, dovesse essere ritenuto inattendibile. Infine una nuova condanna a 30 anni di carcere con un nuovo processo a Lecce.  Ora la sentenza a 30 anni diventa quindi definitiva.  Montedoro decide quindi di ammettere le sue responsabilità su un vecchio omicidio, ma nega di aver ucciso Augustino Potenza.

 

 

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