Scu, domani Montedoro in videoconferenza

LECCE – Omicidi, ferimenti, investimento di denaro sporco in attività apparentemente pulite. Tutti i retroscena di molti fatti criminali di Casarano e dintorni potrebbero essere svelati. È il momento di ascoltare Tommaso Montedoro, ritenuto boss della SCU di quelle zone fino all’arresto e anche dopo, quando si crede che dai domiciliari in Liguria continuasse a dare ordini e dritte ai sodali. Tra poche ore, per il rito abbreviato che si celebrerà nel tribunale di Lecce per l’operazione “Diarchia”, sarà “presente” anche lui. Virtualmente, in videocoferenza. E sarà il momento in cui sarà ufficializzata la sua nuova posizione: quella di collaboratore di giustizia.

Tutto quello che sta raccontando e racconterà sarà ovviamente analizzato dagli inquirenti, che dovranno trovare i dovuti riscontri. Di certo, durante il collegamento dovrebbe rispondere alle domande che il giudice per l’udienza preliminare potrebbe fargli.

Non avrebbe motivo di restare in silenzio, ha già deciso di essere utile allo Stato e gli è già stata assegnata una località protetta in cui farsi una nuova vita.

Deve rispondere di associazione mafiosa, di tentato omicidio aggravato e di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio.

Per gli inquirenti potrebbe essere stato lui a progettare l’omicidio -andato a vuoto- di Ivan Caraccio, salvato dagli arresti; potrebbe essere stato lui il mandante del tentato omicidio di Luigi Spennato, miracolosamente vivo dopo aver ricevuto una raffica di colpi di pistola e kalashnikov il 28 novembre del 2016. Un mese prima fu freddato nel parcheggio di un ipermercato a Casarano Augustino Potenza, amico -fino a quando hanno “comandavano” insieme- e poi nemico di Montedoro.

Anche su questo omicidio potranno far luce le parole di questo nuovo pentito.

 

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