Una casa per Gioele, anche il sindaco chiede aiuto

GALATONE –  Piccolo, contro una grande battaglia e costretto a spostarsi da una casa all’altra. Lui è Gioele. Dall’età di sei mesi combatte contro una malattia rara, quella di Niemann-Pick. Ha 4 anni e non può che giocare da seduto perché questa patologia impedisce di camminare. Senza la grossa bombola d’ossigeno che è perennemente al suo fianco il suo corpicino non ha respiro.

Siamo andati a conoscerlo a Galatone, nel centro anziani in via Tenente Sabato, dove Gioele e la sua famiglia sono stati temporaneamente trasferiti. Avevano occupato abusivamente un alloggio Arca Sud meno di 2 anni fa: il 14 agosto, però, il crollo di un solaio ha reso necessario lo sgombero di quello stabile in Via Migliaccio.

L’amministrazione si è subito attivata, Gioele non poteva restare in strada: il sindaco Flavio Filoni ha trovato una soluzione tampone. Non è delle migliori, ma è tutto quello che si poteva fare. Da quel 14 agosto lui, 4 anni e una grande battaglia davanti che a gennaio ha sfiorato il finale peggiore, è come spento. Eppure qualche segnale di miglioramento prima c’era: lo diceva la fisioterapista che per tre giorni alla settimana lo assiste in casa. Lo dicevano i medici del centro riabilitativo di Casarano al quale la sua famiglia si è affidata. Sua mamma Sonia, 39 anni, è disoccupata e si dedica tutto il giorno a lui. Suo papà Giancarlo, 46 anni, lavora saltuariamente, fa un po’ tutto, racimola quel che può.

Per le patologie gravi come quella di Gioele avere punti di riferimento stabili, come una casa, è fondamentale anche per il decorso della malattia. Lui non solo non ce li ha più, ma rischia di non averli neanche in futuro, se non per un anno.

L’amministrazione infatti, oltre ad una struttura-parcheggio temporanea, è riuscita a reperire una casa in affitto: per un anno se ne sobbarcherà le spese. Non un dovere istituzionale, ma un gesto umano. L’unica certezza che Gioele ad oggi deve tenersi stretta. Poi tra un anno chissà. Ed è per questo che anche l’amministrazione lancia un appello ai nostri microfoni: “noi abbiamo fatto più di quello che in realtà potevamo -dice il sindaco- chiediamo aiuto al grande cuore dei salentini“.

E.Fio

 

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