Processo De Lorenzis, Ministero dell’Interno e dogane parti civili

LECCE-  Al via il processo nato dall’operazione della Guardia di Finanza Clean Game che vede coinvolti i fratelli de Lorenzis di Racale, imprenditori nel settore dei video giochi. Complessivamente 35 imputati che rispondono, tra l’altro di associazione mafiosa e che dovranno difendersi dall’accusa di aver imposto a gestori di bar, circoli, sale giochi e locali i videogiochi e le schede prodotte dalle loro aziende, e di aver in alcuni casi modificato le macchinette per il gioco d’azzardo, ottenendo quindi un monopolio su tutto il territorio anche avvalendosi della propria forza di intimidazione derivante dai rapporti con i clan della zona. Davanti ai pm Carmen Ruggiero e Guglielmo Cataldi la prima udienza con la costituzione del ministero dell’interno e agenzia delle dogane come parti civili con l’avvocatura dello Stato.  Le ipotesi di reato contestate sono quelle di associazione per delinquere di tipo mafioso, truffa ai danni dello Stato, frode informatica, esercizio di giochi d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e associazione per delinquere. L’Operazione clean game fu l’esito di un’indagine cominciata nel 2010, che prese le mosse dopo la constatazione di numerose irregolarità nel corso di una serie di controlli in esercizi pubblici. Del collegio difensivo fanno parte, tra gli altri, gli avvocati Gabriella Mastrolia, Luigi Covella, Vincenzo Venneri, Ladislao Massari. Il processo è stato rinviato al 5 dicembre prossimo

 

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