Bilancio e Lupiae, Salvemini ha la maggioranza

LECCE – Il muso duro dell’opposizione era prevedibile, i mal di pancia nella maggioranza un pò meno. Un consiglio comunale di fuoco quello che fino al primo pomeriggio ha visto alternarsi botta e risposta tra bachi opposti sui due punti focali all’ordine del giorno: la delibera per l’approvazione definitiva sugli equilibri di bilancio e quella per la copertura delle perdita di esercizio 2017 della Lupiae Servizi. Due delibere distinte, ma strettamente correlate tra loro: il primo provvedimento, infatti, individua le risorse necessarie per salvare la partecipata.

Prima fuoco incrociato, poi però la delibera sul bilancio passa: le dichiarazioni di voto sfavorevole di 12 consiglieri d’opposizione nulla possono a fronte dei 17 voti in favore. Tra questi anche quelli dei consiglieri “stampella” di “Prima Lecce”, Finamore, Calò e Gigante, che dopo l’ultimatum proprio in tema Lupiae, sotterrano l’ascia di guerra.

Colpo di scena, invece, nel piccolo parterre degli astenuti: soltanto due, Fabio Valente (del M5s) e Lorenzo Ria. «Un gesto di protesta -ha commentato quest’ultimo, consigliere di maggioranza- mi è stata negata la possibilità di parola dopo l’intervento del sindaco e invece avrei voluto illustrare la mia idea alternativa alla proposta di taglio alle indennità. Quest’ultima, infatti, lascia passare un messaggio sbagliato. Salvare la partecipata significa altro. Il fatto che appartenga alla maggioranza -ha aggiunto- non significa che non possa avere un’idea diversa e, sopratutto, che non possa condividerla seppur divergente dalla linea scelta, a mio avviso inomprensibilmente troppo rigida». L’astensione è stata poi ribadita da Ria anche per le delibere correlate, compresa l’ultima, quella specifica sulla ricapitalizzazione della partecipata di Palazzo Carafa.

Una spaccatura pesante, alla quale dà seguito l’intervento del consigliere di Andare Oltre Massimo Fragola. Arrivati al momento di votare il quinto punto -quello sulla Lupiae- lui propone un emendamento, con «piccole modifiche -spiega- in grado di coinvolgere tutta l’amministrazione sulla responsabilità di tenere in piedi la partecipata e i suoi dipendenti». Parole queste con le quali il consigliere esprime, sebbene in modo soft, una certa insofferenza nei confronti della gestione della faccenda da parte del sindaco Salvemini, «dovremmo essere coinvolti tutti -aggiunge- una sorta di team, al fianco dell’advisor esterno». L’emendamento, ritenuto non conforme dal dirigente del settore, viene bocciato anche dall’assise con 18 voti contrari e soltanto 4 favorevoli.

Anche la delibera sulla Lupiae Servizi alla fine passa, al netto dell’astensione di Ria, con 16 voti favorevoli e 5 contrari.

Il sindaco, per ripianare il buco della partecipata pari a un milione e 400mila euro circa, al netto dei 750 mila euro già accantonati nel bilancio di previsione, ha optato per tagli a spese interne e indennità di assessori e consiglieri per un totale di 600 mila euro. Una manovra questa a più voci contestata dall’opposizione: «Un piano di rienro inconsistente» hanno detto. «Piuttosto che la sopravvivenza della partecipata, aveva a cuore quella dell’amministrazione» ha rilanciato Perrone, tacciato poi di «incoscienza e irresponsabilità» dal capogruppo Pd Antonio Rotundo.

«A chi parla di piano di rilancio inesistente -ha replicato in chiusura Salvemini- ribadisco che il piano ad oggi non c’è: le delibere votate faranno la apripista. Non mi aspetto un grazie -ha aggiunto- ma l’onesta di ammettere che non ci sono alternative, quello sì».

Presenti in aula per la prima volta anche i tre consiglieri a sostituzione di Torricelli, Monosi e Pasqualini, coinvolti nella bufera giudiziaria sull’assegnazione illecita di alloggi popolari: si tratta di Paola Leucci (Pd), Carmen Tessitore e Giordana Guerrieri (Direzione Italia).

E.Fio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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