I numeri del Lecce: nelle prime due giornate convince mostrando però delle lacune

I giocatori del Lecce festeggiano un gol (foto Pinto)

LECCE (di M.Vecchio) – È un Lecce che piace, un Lecce che vince e che convince. Un’analisi che non fa una piega se la riportiamo a circa 70 minuti di partita sui 90 totali;  perché se poco o nulla si può dire alla squadra di Liverani fino al 70esimo, è negli ultimi 20 minuti che la formazione giallorossa ha messo in mostra le sue criticità dovute ad una poco attenta ed equilibrata gestione della partita.

Un calo che ha compromesso per due volte, nelle prime due gare di campionato, il risultato che stava premiando proprio la netta supremazia di Mancosu e compagni. Probabilmente la condizione fisica non è delle migliori, il campionato è iniziato da poco e c’è il carico di lavoro della fase di preparazione ancora nelle gambe, qualche giocatore non è ancora entrato in condizione e qualcun altro accusa qualche acciacco.

Fattori extra calcistici a parte, e facendo una lucida analisi, è un lecce che fino ad adesso ha sorpreso soprattutto sul piano delle prestazioni. Una squadra nuova per 9/11 almeno stando alle prime due uscite, alcuni giocatori hanno battezzato la loro prima uscita ufficiale proprio in occasione del campionato; difficile affermare che alla luce del gioco espresso per 70 minuti che si poteva fare di più, 5 gol in due gare seppur con due marcatori, 2 gol su palla inattiva e tre su azione anche se uno di questi, quello di Fiamozzi, lascia pochi dubbi sulla volontà di calciare in porta. Un Lecce che predilige le corsie esterne per accentrarsi e provare la conclusione cercata in 13 occasioni in due gare. Se dunque i tifosi si possono godere un Mancosu in straordinario stato di forma e un Falco delizia per chi ama la fantasia e l’intelligenza applicata al calcio, bisogna anche fare i conti con lacune evidenti che devono indurre a riflettere e apportare correttivi.

Cinque gol subiti in due gare appaiono troppi, se poi sono concentrati in un lasso di tempo che va dal minuto 69 al 91° il peso diventa più grave. Due gol sono arrivati su palla inattiva mentre altri tre su palle alte, altro dato su cui riflettere.

 Infine basta vedere la zona di campo da cui nascono le marcature avversarie per dare vita ad altre opportune valutazioni, le grossolane sviste arbitrali non fanno  testo.

L’erbetta che va dal dischetto del rigore all’area piccola sembra essere il nervo scoperto del lecce. Una zona che probabilmente andrebbe rinforzata anche nelle immediate vicinanze.

 

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