Tap, Potì non va da Conte. Se i lavori dovessero riprendere, nessuna via di scampo

MELENDUGNO – A fine mese la tregua a San Basilio, zona del cantiere Tap, potrebbe finire: il crono-programma dei lavori, così come previsto nell’autorizzazione unica, consentirebbe alla Multinazionale di ritornare al lavoro.

A fronte di questo cresce l’attesa a Melendugno, lì dove il sindaco Marco Potì ha scelto di non rincorrere il Premier Giuseppe Conte, in serata spite a Ceglie di “Affari Italiani” nell’ambito dell’evento “La Piazza”.

“Ho scelto di non andare perchè è giusto, al margine dell’incontro del 2 agosto scorso, che sia il Premier a contattare me -spiega Potì- In quell’occasione Conte mi chiese il tempo di approfondire gli aspetti tecnici e scientifici inerenti il gosdotto. Non spero in un effetto sorpresa, in una visita improvvisa in loco così come dall’America comunque annunciò di voler fare. Dopo il faccia a faccia estivo, mi aspetto un appuntamento serio, carte alla mano, con soluzioni”.

Opporsi a priori, incalzare o contestare duramente l’operato del Governo ad oggi per il sindaco non avrebbe senso.

Resta il nodo autorizzazione unica ed è quello il più pesante. I tempi stringono. “Il 30 settembre -di fatto- i lavori potrebbero riprendere. Le talpe entrerebbero in azione -spiega Potì- tecnicamente una volta avviata l’operazione di scavo, è impossibile stopparla”. Per evitare tutto questo potrebbe non bastare l’ordinanza emanata dal primo cittadino il 24 luglio che vieta il prelievo di acqua dai pozzi nell’area del cantiere per superamento dei limiti di alcune sostanze pericolose come nichel, cromo e arsenico, vanadio e manganese. In teoria il divieto contemplato nell’ordinanza aveva validità per 30 giorni a decorrere dal 24 luglio e, comunque, «fino alle determinazioni che saranno assunte di concerto con le autorità competenti» si legge. Di fatto, dicevamo, potrebbe non bastare.

“La parte verde del Governo si è già espressa -chiosa Potì- come dimostrano le dichiarazioni del vice premier Salvini al margine dell’incontro con Blair. Non resta che confidare nella parte gialla, le cui promesse e dichiarazioni fatte anche in campagna elettorale devono avere un seguito”.

 

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