Prima Lecce saluta Salvemini, il sindaco non ha più la maggioranza

LECCE – Prima Lecce abbandona Salvemini sul caso Lupiae. Finamore, Calò e Gigante annullano l’incontro di domani: tempo scaduto, non si gioca sulla pelle dei lavoratori. Il sindaco non ha più la maggioranza.

Questo il post su Facebook con il quale il gruppo consiliare annuncia di abbandonare il sindaco:

“Il gruppo consiliare di Prima Lecce, tenuto conto dello stato di emergenza che si è determinato in relazione alla vertenza Lupiae Servizi, ritiene opportuno ribadire la propria linea politica a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Non possiamo consentire a chicchessia ulteriori strumentalizzazioni politiche
A seguito del nostro documento pubblico del 6 agosto u.s. nulla è stato comunicato agli scriventi rispetto alle decisioni che questa amministrazione intende assumere a salvaguardia dei livelli occupazionali e nel contempo abbiamo assistito ad una serie di atti amministrativi orientati alla riduzione e al contenimento dei servizi erogati dalla partecipata.
Non avendo avuto alla data odierna alcun riscontro oggettivo nel rispetto del mandato ricevuto dai nostri elettori di centro destra, riteniamo di assumere una posizione di chiarezza e di responsabilità non partecipando alla riunione di maggioranza convocata per domani, tenuto conto che non possono essere discussi argomenti di così alta rilevanza politica senza alcun coinvolgimento preventivo e soprattutto a “carte coperte”. Sia ben chiaro il patto sottoscritto con il sindaco Salvemini, era finalizzato esclusivamente ad evitare un lungo commissariamento nel primario interesse della città e non certo al mantenimento della coalizione di governo in carica, diversamente avremmo accettato ruoli e poltrone che non abbiamo mai invocato. Auspichiamo che questo grido di allarme venga valutato con la dovuta serietà“.

Ora si torna all’anatra zoppa. Sarà il centrodestra, dichiaratosi sempre disponibile alle dimissioni per andare ad elezioni anticipate, a decidere le sorti recandosi o meno con i tre consiglieri Finamore, Calò e Gigante davanti a un notaio e decretare lo scioglimento anticipato dell’assise comunale e nuove elezioni.

 

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