Il nord Salento ricorda De Giorgi, il 14enne ucciso dai rapinatori per salvare la sorellina

SURBO – Era generoso Emanuele De Giorgi. Aveva appena 14 anni e quella mattina del 16 agosto del 1988 capì che poteva proteggere la sua sorellina Tatiana, che allora aveva appena 9 anni, facendole da scudo con il suo corpo, mentre un bandito minacciava di ucciderla, sull’autobus, per coprire la sua fuga dopo una rapina alla Deutsche Bank di Gladbeck, nel nord della Germania. Tre colpi. Uno alla nuca. Questi trent’anni non sono mai passati per la sua famiglia, che lì aveva cercato lavoro, e per la sua comunità, Surbo, che in mattinata si è stretta attorno alla sua tomba per dirsi che non tutto si può dimenticare.

Emanuele e la sorellina in una foto dell’emittente tedesca ZDF

Un fascio di fiori e una lettera sono arrivati anche dal sindaco di Brema, Carsten Sieling. Emanuele non è stato dimenticato neppure lì. Nel cimitero, le lacrime scendono copiose, come se tutto fosse accaduto ieri. Per Dieter Degowski, il criminale tedesco condannato all’ergastolo, non c’è perdono nel cuore della mamma di Emanuele.

I rapinatori, appena trentenni, presero in ostaggio due impiegati della banca e contrattarono con la polizia per non ammazzarli. Fuggirono verso Brema a bordo dell’Audi che la Polizia mise loro a disposizione. Un inseguimento che prese una piega tragica: i due abbandonarono la vettura e fuggirono a piedi per le vie della città, sparando colpi a più non posso e bloccando l’autobus su cui viaggiavano i due fratellini salentini. Vennero arrestati dopo 54 ore di follia, tra la Germania e l’Olanda, con un blitz delle teste di cuoio, lasciando per terra un’altra vittima, una 18enne, e un agente morto durante la caccia a loro.

 

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