Tap, la sfida di Melendugno al premier Conte: “No a ingerenze Usa. M5s siano coerenti”

MELENDUGNO- “Non si tratta di convincere noi, ma di convincere lui sull’incompatibilità di questa opera. L’ingerenza di uno Stato straniero è inaccettabile”. Parte da Melendugno e dal suo sindaco la sfida al premier Giuseppe Conte. E anche e soprattutto al M5s. All’indomani del summit a Washington tra lui e il presidente degli Usa Donald Trump, si riaccende la mobilitazione nel Salento. Nella notte, c’è stata una contestazione in strada, nei pressi di Masseria del Capitano, dove nella mattinata di lunedì sono stati trasferiti 447 ulivi del cantiere Le Paesane.

A mente fredda, si ragiona sulle parole pronunciate alla Casa Bianca.C’è la piena consapevolezza del mio governo sul fatto Tap è opera strategica per l’approvvigionamento energetico del nostro Paese, del sud Europa e dell’area del Mediterraneo. Siamo consapevoli del fatto che Tap può dare un contributo all’approvvigionamento energetico e alla decarbonizzazione, che è nel programma di governo. Ho rappresentato correttamente al presidente Trump che ci sono inquietudini delle comunità locali nel punto in cui approderà il gasdotto. Posso annunciare – visto che i problemi vanno affrontati direttamente – che io stesso, assieme ai ministri competenti, una volta tornato in Italia, appena possibile, avrò la premura di andare a incontrare il sindaco locale e le comunità locali per cercare una soluzione che sia contemperante delle loro preoccupazioni”. Sono le parole di Conte. A rafforzare il peso della volontà americana ci ha pensato la chiosa di Trump:Voglio un qualcosa di competitivo e spero il primo ministro riuscirà a farlo e a completarlo”.

Apriti cielo. “Se Conte verrà qui gli diremo quanto già detto ai suoi predecessori – ribatte Potì -. Questo gasdotto in questo luogo è incompatibile. Non si tratta di inquietudini, ma di dati e criticità non superabili in alcun modo. È tra l’altro anche quanto sostenuto dal M5s”. Gli occhi sono puntati anche sul breve commento alle parole del premier fatto dalla ministra per il Sud, la leccese Barbara Lezzi:Bene. Sono soddisfatta dell’impegno assunto dal presidente Conte perché le comunità che si appresta ad incontrare hanno tutte le informazioni che gli faranno cambiare idea”, ha scritto sui social, dopo che nelle ore precedenti, a Matera, aveva ribadito che a suo avviso Tap è un’opera che non serve all’Italia.

“Cambiare idea?”, si sorprende Potì. “Significa – aggiunge – che Conte ha un’idea diversa dal M5s, di cui pure resta espressione. E poi le informazioni che abbiamo noi sono le stesse della ministra Lezzi, per cui direi che insieme dovremmo convincere il premier sulla pericolosità di Tap”.

Potì non parla di tradimento. “Non ancora – dice – c’è speranza. Ma siamo delusi”, aggiunge. Il 70 per cento della popolazione di Melendugno e dintorni e lui stesso hanno votato M5s e Lezzi in particolare. “Non vedo determinazione da parte loro su Tap – spiega – e questo significa che o non erano convinti prima e ci hanno illuso in campagna elettorale o non lo stanno dimostrando ora. A loro dico: siate coerenti, non comportatevi come Calenda e i precedenti governi”.

 

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