Un servizio ironico, un processo per 6 anni e oggi: il fatto non sussiste

LECCE – Assolti con formula piena perché il fatto non sussiste. Il banchetto per la vendita di “cocaina fresca a prezzi imbattibili” allestito a Palazzo Carafa per un servizio di TeleRama scatenò una bufera che oggi vede finalmente la parola fine scritta dal giudice Domenico Greco. Assolto l’editore Paolo Pagliaro, assolto il giornalista Michele Iurlaro, assolto l’operatore di ripresa Andrea Giannattasio. Era l’ottobre del 2011 quando vennero fuori in città delle voci secondo cui alcuni amministratori del Comune di Lecce avrebbero fatto uso di droga.

Il giornalista, allora, montò un banchetto all’ingresso del municipio, simulando la vendita di cocaina (era zucchero!) ad assessori e consiglieri che entravano e uscivano dal palazzo. Apriti cielo. Lesa maestà. Diffamazione. L’immagine dell’istituzione sporcata. L’allora sindaco Paolo Perrone figurò come parte lesa e editore, giornalista e operatore furono rinviati a giudizio. Allora era direttore del tg Danilo Lupo, il quale scrisse una lettera al primo cittadino, sottolineando la natura satirica e quasi goliardica del servizio andato in onda. Tant’è che il titolo del servizio era “Coca a palazzo Carafa? Nessuno la vuole” e che sempre in maniera ironica risposero gli intervistati.

L’avvocato Giancarlo Dei Lazzaretti, che ha rappresentato TeleRama nella vicenda, spiega cosa abbia portato il giudice ad assolvere tutti con formula piena: “E’ stato riconosciuto il diritto di satira, garantito sia dal diritto civile, che dall’art. 21 della Costituzione”.

 

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