Box auto della zona 167 come centrale dell’eroina: in carcere due fratelli

QuattroStelle

LECCE- Li hanno seguiti, perché i loro precedenti giudiziari hanno reso ancora più sospetto quel viavai dalla zona Le Vele, nella 167 di Lecce. È lì che, nella serata di venerdì, gli investigatori della Squadra mobile hanno fatto irruzione in due abitazioni e scoperto, all’interno di due box auto, una vera e propria centrale dell’eroina.

Ingente il quantitativo sequestrato, 240 grammi. In carcere sono finiti due fratelli, già noti, come detto alle forze dell’ordine. Si tratta di Sandro Greco, 53 anni, e Gianluca Greco, di 46. Fondamentali, per incastrarli, sono state le segnalazioni ricevute in merito ad una presunta attività di spaccio di stupefacenti. I poliziotti si sono appostati per diverse ore in zona, prima dell’irruzione che ha portato alla scoperta. I due fratelli sono stati arrestati in flagranza di reato e sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. È un risultato ottenuto grazie anche ai servizi di contrasto allo spaccio predisposti dalla Questura con l’operazione “Legalità diffusa: ad oltranza”.

Al di là del caso dei fratelli Greco, solo nelle scorse ore, la relazione della Dia aveva sollevato il velo sugli appetiti criminali che hanno il core business nello spaccio in città. «Nel capoluogo – è scritto nell’ultima relazione relativa al secondo semestre 2017 – si registra l’operatività di diversi gruppi, capeggiati anche da nuove leve, che pur nel rispetto dei vecchi boss detenuti, perseverano, più liberamente di un tempo, nello spaccio di sostanze stupefacenti e nel controllo del territorio, attraverso le estorsioni. Anzi, in alcuni quartieri, sono operativi «elementi criminali che, in un clima di convivenza, riescono ad imporsi come unici fornitori degli stupefacenti per la successiva vendita al dettaglio. Una percentuale sugli incassi verrebbe, poi, destinata al cosiddetto “pensiero”, che rappresenta lo stipendio mensile da versare obbligatoriamente alle famiglie dei boss carcerati, per il loro sostentamento».

Egemoni – era stato ricordato – sono «i gruppi di Brigante e Pepe, che si avvalgono della collaborazione criminale dei Tornese di Monteroni, influenti sulla quasi totalità del Leccese, compreso il territorio di Gallipoli, dove risulta ormai disarticolato lo storico clan dei Padovano».

 

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