In hotel invece che in ospedale: medico “furbetto” interdetto per sei mesi

QuattroStelle

CAMPI SAL- I carabinieri lo hanno tenuto sott’occhio per diverso tempo, registrando i suoi movimenti: La mattina si presentava puntuale in ospedale, a Campi Salentina, ma dopo qualche ora andava via. Nel pomeriggio, invece, spesso gli bastavano pochi minuti, il tempo di entrare, timbrare il cartellino e uscire. Meta prediletta al posto della corsia? Un hotel di Porto Cesareo.

Stavolta, il “furbetto” pizzicato è un dirigente medico di 63 anni, Fulvio Indirli di Novoli, direttore dell’Unità di Radiodiagnostica presso il San Pio da Pietralcina. Nei suoi confronti è stata emessa un’ordinanza di interdizione dalla professione medica della durata di sei mesi. Il provvedimento è stato firmato dal gip Cinzia Vergine, dopo l’interrogatorio in cui, il 9 luglio scorso, il professionista ha ammesso in parte le sue colpe, ravvedendosi di quanto fatto.

Giusto nelle scorse ore, la tempesta si era abbattuta anche sul Comune di Lecce e la partecipata Lupiae Servizi, con nove indagati e oltre 500 ore di assenza. Stavolta, è toccato alla sanità. Le indagini portate avanti dai militari della Compagnia di Campi, sono state coordinate dal pm Maria Vallefuoco. Hanno riguardato soprattutto il periodo di due mesi compreso tra ottobre e novembre 2017. L’uomo è accusato di reato continuato di false attestazioni o certificazioni in base al testo unico del pubblico impiego.

Stando agli accertamenti svolti, le assenze erano sistematiche, per quanto variabili a seconda delle esigenze del medico. A fronte di 38 ore settimanali dichiarate, ad esempio, è stato appurato che ne aveva svolte 34. Si sarebbe anche attribuito straordinari: 47 ore a fronte delle 32 settimanali lavorate. Si allontanava dall’ospedale per svolgere faccende private, come detto andando spesso in un albergo della zona cesarina oppure tornando a casa.

La ASL Lecce oggi stesso ha provveduto in urgenza alla sospensione dal servizio. Ciò nelle more delle determinazioni che saranno assunte dall’Ufficio Procedimenti Disciplinari, a cui è stato immediatamente comunicato il provvedimento giudiziario. Da via Miglietta si esprime “forte deplorazione per l’accaduto che getta discredito sul servizio sanitario e su tutti gli operatori che, correttamente e con sacrificio quotidiano, assicurano il proprio servizio. La Direzione Generale assicura fermezza nel rispetto delle procedure, a tutela dei cittadini, i quali rappresentano per ogni Pubblica Amministrazione il principale riferimento della propria azione”.

 

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