Acquatina, Delli Noci: “querelo De Bellis”. Il sindaco: prof valuti di lasciare il tavolo

LECCE- Doveva essere il nuovo corso di Acquatina e invece la collaborazione tra istituzioni inizia a fare acqua già ora. La querelle sul bacino di Frigole approderà in tribunale: il vicesindaco di Lecce, Alessandro Delli Noci, durante il Consiglio comunale convocato nel pomeriggio, ha annunciato la sua intenzione di querelare Saverio De Bellis, direttore del Disteba dell’Università del Salento. Il sindaco Carlo Salvemini, con un post su Facebook, ha rincarato la dose, invitandolo a “rimuovere con parole chiare e nette” le ombre sull’amministrazione e, in sostanza, a lasciare il tavolo di lavoro sul bacino. “Affido alla sua sensibilità e intelligenza – ha scritto infatti Salvemini – di considerare se è ancora compatibile la sua presenza al tavolo per il rilancio di Acquatina”.

A scatenare la tempesta sono state le parole del docente, responsabile per l’ateneo, che ha in concessione il bacino per esclusive attività di ricerca. Un vincolo che dev’essere superato prima di concedere l’area a privati, “tutti invitati ad attendere una soluzione, visto che più imprenditori e aziende hanno manifestato interesse”, ha rimarcato De Bellis. Lo ha fatto anche a fronte di accuse di “ritardi incomprensibili o peggio sottovalutazioni di investimenti”, fatte anche da Delli Noci, dopo che una società veneto-israeliana ha annunciato di esser disposta a investire oltre 8 milioni di euro per un progetto di acquacoltura ma anche di andare via se non avrà l’ok entro settembre.

Delli Noci è stato accusato da De Bellis di “agire da sponsor di un privato autore di una singola proposta importante prevedendo investimenti cospicui. Come se la mole di soldi in entrata definisse da sola, a prescindere, la validità di una proposta”.

Salvemini si dice stupito. “Si afferma, voglio augurarmi con colpevole e sorprendente leggerezza – aggiunge – che vi siano interessi particolari dell’Amministrazione che rappresento tesi a interferire sulle scelte che potranno realizzarsi per eventuali rilanci – anche a scopi produttivi – di un’area di straordinario valore ambientale e paesaggistico”. A suo avviso, a risolvere la questione dei vincoli dev’essere non il tavolo tra istituzioni, ma il titolare della concessione, cioè l’Ateneo. “Il gran lavoro fatto in questo anno per rafforzare il modello di governo strategico del territorio tra Comune ed Unisalento – conclude – non può essere macchiato o ostacolato per responsabilità individuali dovute a imprudenze verbali ed inconsapevolezze delle responsabilità che il ruolo che si ricopre impone”.

 

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