Scioglimento del Comune di Parabita, la parola al Consiglio di Stato. Quinto: il commissariamento non avrebbe senso

PARABITA- Il Consiglio di Stato si pronuncerà nel merito sulle sorti dell’amministrazione di Alfredo Cacciapaglia, sindaco Parabita, a settembre. Nel frattempo si attende la valutazione del ricorso presentato dal Ministero dell’Interno contro la sentenza del Tar Lazio che aveva riabilitato l’Amministrazione sciolta per “infiltrazioni malavitose”. Davanti ai giudici sia l’Avvocatura dello Stato che i legali dell’amministrazione Cacciapaglia Pietro Quinto e Luciano Ancora che hanno ribadito come la sentenza di 31 pagine del Tar dia ragione dell’annullamento dello scioglimento e non vi siano i presupposti per mantenere un’amministrazione straordinaria. “Sarebbe un non senso che si ritornasse ad un’amministrazione straordinaria per due mesi estivi. Sono moderatamente fiducioso- dice Quinto- che il Consiglio di Stato respinga l’istanza cautelare di sospensiva e rimanga in piedi l’amministrazione Cacciapaglia”. Il sindaco di Parabita è rimasto al suo posto dopo il terremoto si era scatenato con l’operazione “Coltura”, con la quale i carabinieri sgominarono il clan Giannelli e la decisione dello sciogliemento. Il Tar ha ribadito che questo non basta per arrivare allo scioglimento del Consiglio Comunale, perché occorre la dimostrazione che gli amministratori (al plurale) dell’ente siano in qualche modo assoggettati al condizionamento esterno dell’organizzazione malavitosa.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*