Cure ai migranti irregolari, il Ministero rimborsa 5 milioni di euro alla Puglia

BARI – Il diritto alle cure non vale solo per gli italiani. Anche agli immigrati, tema caldissimo in questo momento storico, va garantito. Ed è ciò che fanno ogni anno tutte le Asl pugliesi che ora, su espressa richiesta del Ministero della Salute, hanno fatto il conto di quanto hanno speso per garantire le cure urgenti ai cittadini irregolari. Somme che, come previsto dalla legge, il Ministero stesso deve rimborsare.

I tempi sono lunghi ma ora il rientro delle somme dovrebbe essere vicino. La Regione, infatti, ha predisposto il conto totale da inviare a Roma istituendo un apposito capitolo in bilancio. La somma totale, per le cure erogate negli anni precedenti al 2017, ammontano a 5 milioni di euro. La Asl di Lecce, in particolare, ha speso – e quindi ne attende il rientro – 450mila euro. L’anno in cui è stato speso di più è il 2016 con 182mila euro contabilizzati.

La Asl di Brindisi attende il rimborso di 188mila euro e, però, di un ulteriori 1.133.000 euro precedenti al 2011 e 230mila euro di fatture emesse ancora in corso di verifiche.

Alla Asl di Taranto, invece, sono da rimborsare 662mila euro.

Va ricordato che tutti gli stranieri irregolari hanno diritto all’accesso alle cure. Tempo fa i medici stessi misero in campo una campagna per sostenere il diritto alle cure di qualsiasi persona che, in quanto tale, non può essere valutata in base ad un permesso di soggiorno che possiede o meno. Molti cittadini irregolari non si rivolgevano alle strutture pubbliche per il timore di essere segnalati ed espulsi. Ma anche su questo intervenne la legge, sia nazionale che anche specificatamente pugliese ai tempi dell’allora assessore Tommaso Fiore, che da allora garantisce l’anonimato a chiunque si rivolga ad un ospedale pubblico.

 

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