Il giudice lo assolve ma il danno è enorme. Il calvario di un imprenditore

GUAGNANO- Un’accusa pesante quella dalla quale ha dovuto difendersi l’imprenditore bergamasco Gugliemo Alessio arrivato dal Nord per investire nella bella terra salentina: smaltimento illecito di rifiuti. La sua azienda di produzione e trasformazione di insalata, rucola, radicchio, e tutto quanto la terra salentina offre, la Ientu, con sede a guagnano, due anni fa è stata sequestrata dai carabinieri del Noe . La magistratura, sulla base di alcune segnalazioni, aveva ipotizzato il sotterramento di rifiuti. Da quel momento la vita di Alessio, amministratore unico e di Fabrizio Villa, direttore industriale dello stabilimento, è cambiata, mentre la carriera si è fermata.  Due anni di calvario giudiziario che si sono conclusi il 7 giugno scorso con un’assoluzione piena, perché il fatto non è stato commesso. Nel frattempo però l’immagine dell’imprenditore ne è uscita fortemente compromessa. Ad emettere la sentenza il 7 giugno scorso la seconda sezione penale del Tribunale di Lecce presieduta dal giudice Marcello Rizzo. L’accusa aveva chiesto chiesto la condanna di ciascuno a dieci mesi di reclusione. Nello studio dell’avvocato Amilcare Tana, che lo ha difeso, lo sfogo dell’imprenditore: ” Alla notizia del sequestro- dice- le aziende hanno bloccato tutti gli ordini e la Jentu, che aveva ben 90 dipendenti, ora è in liquidazione”. Nel processo i legali sono  riusciti a dimostrare che i rifiuti trovati interrati in una buca non erano stati messi lì dai proprietari, né avrebbe avuto alcun senso farlo.

Può questa sentenza d’assoluzione risarcire un imprenditore che ama il Salento? Economicamente sicuramente no, ma lo ripaga moralmente, confermando la correttezza del suo operato, dandogli nuova energia, per andare avanti e non fermarsi.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*