Scarcerato l’uomo che travolse e uccise il marito. La moglie della vittima: “Ora è libero di farlo ancora”

QuattroStelle

LECCE – “Siamo amareggiati e sconvolti. Marin Traykov, assassino di mio marito, è libero per decorrenza dei termini e per di più potrebbe anche lasciare l’Italia liberamente, senza pagare per il suo reato”.
La famiglia di Albino Saracino, l’uomo travolto e ucciso in viale Marche a Lecce lo scorso dicembre, è sconcertata dopo la decisione del gip di scarcerare il 35enne bulgaro.
Saracino, a bordo del suo scooter sul quale viaggiava anche il figlio minorenne che ha riportato lesioni gravissime ed irreversibili, è stato travolto dalla Bmv guidata dal giovane bulgaro, risultato poi positivo all’alcol test.
La notizia della scarcerazione è arrivata come una doccia fredda non solo per la signora Silvana, moglie della vittima, ma anche per i suoi figli, il minorenne anch’egli vittima dell’incidente, e l’altra figlia.
La legge dovrebbe tutelarci – fanno sapere tramite l’avvocato Angelo Massimo Benedetto – in questa triste vicenda noi invece ci sentiamo soli, abbandonati. L’assassino di mio marito è libero, io potrei anche incontrarlo. Non solo, potrebbe essere ancora protagonista di incidenti di questo tipo e di altri fatti analoghi ed altrettanto gravi”

Crea sconcerto anche la decisione del magistrato di provvedere all’espulsione di Marin Traykov dal territorio nazionale: “Rischia di farla completamente franca – aggiunge la famiglia tramite l’avvocato Benedetto – e questo non è giusto, io ho perso mio marito e i miei figli il loro padre”

L’avvocato Angelo Massimo Benedetto, legale della famiglia Saracino, non nasconde la sua preoccupazione per la scarcerazione del 35enne “Auspico che in seguito a questa decisione avvenuta per decorrenza dei termini (6 mesi) Traykov non sia protagonista di altri episodi tragici come quello di cui è stata vittima la famiglia da me assistita – poi aggiunge – ho completa fiducia nell’operato della magistratura certo che il processo condurrà presto all’applicazione di una pena certa e giusta, non solo nel rispetto delle vittime di questa triste vicenda ma altresì nell’interesse della collettività tutta”.

 

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