Teatro Romano, il Sindaco: “Spettacoli fino a 200 posti”. Cosentino: “Limitazione che conoscevamo”

LECCE – Di queste ore la Conferma del sindaco di Lecce Carlo Salvemini sulla limitazione per gli spettacoli previsti nel teatro e nell’Anfiteatro Romano. Il primo cittadino precisa che per il comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco: i luoghi non possono essere utilizzati per manifestazioni di pubblico spettacolo, anche di natura temporanea, non rispettando la regola tecnica di prevenzione incendi. Solo in presenza di relazione tecnica con prescrizioni di capienza limitata (max 200 per Teatro, max 350 per Anfiteatro) si può autorizzare lo svolgimento di eventuali manifestazioni.
“Lo spettacolo “Vox Maris, processo all’opera” comunque autorizzato nei limiti della capienza prevista – dichiara il primo cittadino – Non s’è tenuto per volontà degli organizzatori, nonostante il mio dichiarato impegno”.

E giunge su facebook la replica del giudice Salvatore Cosentino, che avrebbe dovuto portare in scena il suo spettacolo: “ Prendo atto della buona volontà del Sindaco il quale, anche in via privata, dopo aver letto il mio pensiero si è impegnato personalmente a garantire la realizzazione dell’evento. Tuttavia, dalla lettura delle sue parole sembrerebbe quasi che io, con il mio”entourage”, abbia “scelto” di non fare lo spettacolo. Cosa lontana dal vero. Ciò avrebbe, tra l’altro, significato una buona dose di autolesionismo in capo alla mia persona (e non solo), dal momento che “Processo all’Opera” stava andando in scena SOLO grazie a un (congruo) contributo della Regione Puglia, ottenuto a seguito della vittoria di un bando indetto dalla Regione. Contributo che, senza la rappresentazione effettiva (che andava tenuta entro e non oltre il 30 giugno 2018), non sarà più erogato, nonostante la mia organizzazione abbia già sostenuto ingenti spese. Ma io credo che le ragioni del Diritto e della sicurezza debbano prevalere su ogni altra ragione. Preciso che 1. l’autorizzazione comunale da parte dell’Amministrazione è pervenuta PRIMA (il 6 giugno) che giungesse il parere dei Vigili del Fuoco; 2. sulla base di quello che testualmente dice quel parere, lo spettacolo si sarebbe potuto realizzare, ė vero, ma solo se l’organizzazione si fosse dotata di corrimano, balaustre, scalette rimovibili, tappetini antiscivolo; esigenze imposte dalla sconnessione dei gradoni. E SOLO DOPO aver ottemperato a queste condizioni si sarebbe potuto effettuare lo spettacolo, sia pure a capienza ridotta. Ma nelle presenti condizioni il parere suggerisce, “rectius” prescrive, di non fare spettacoli. Di qualsivoglia affollamento; 3. Io, la mia organizzazione e il mio staff tecnico eravamo perfettamente a conoscenza che lo spettacolo che stavamo allestendo sarebbe stato limitato -su autorizzazione del Comune- alla capienza ridotta di 200 spettatori. E infatti tanti biglietti erano stati stampati e (quasi tutti) venduti. Proprio per questo ci siamo stupiti che, a 2 giorni dall’evento, e il giorno dopo il nulla-osta del Sindaco, potesse giungere un parere dei Vigili del Fuoco (che credevamo fosse già stato conseguito, e invece era stato solo richiesto) ulteriormente limitativo.

 

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