Sequestro di persona e tortura a Porto Cesareo: arriva la prima condanna

PORTO CESAREO – Arriva la prima condanna per una brutta storia di violenza avvenuta nel novembre scorso a Porto Cesareo. Quattro anni e otto mesi di reclusione è la pena inflitta a  Kevin Soffiatti 19 anni di Porto Cesareo, accusato di sequestro di persona, lesioni aggravate e tortura, reati che il giudice  Giovanni Gallo ha ritenuto di riconoscere. Il processo, in abbreviato, è stato celebrato questa mattina ed è scaturito dalla vicenda del violento pestaggio di un  33enne di Porto Cesareo .

I carabinieri definirono l’aggressione “violenta e premeditata”, consumata in una casa in costruzione, lontano da occhi indiscreti. Difeso da Cosimo D’Agostino e Ladislao Massari, Soffiatti era l’unico ad aver scelto il rito abbreviato.  I due 27enni Lorenzo Cagnazzo e Maikol Pagliara, di Arnesano e Porto Cesareo, arrestati insieme a lui dopo le indagini, saranno processati con il rito ordinario che comincerà il 6 luglio davanti alla prima sezione collegiale.

La vittima, la moglie e la figlia piccola si sono costituiti parte civile con l’avvocato Riccardo Giannuzzi. Per loro il giudice ha stabilito una provvisionale di 8 mila euro. 

Il 33enne, secondo le indagini dei carabinieri di Campi Salentina e di Copertino, era stato prelevato con una scusa, portato in un casolare, costretto a spogliarsi, per poi essere bastonato violentemente, costretto anche ad urinarsi addosso. Umiliazioni fisiche e psicologiche, poi le botte e l’abbandono. Aveva trovato la forza di rialzarsi e chiamare un amico. Successivamente la denuncia in caserma a Copertino, il ricovero in ospedale e una prognosi di 45 giorni per fratture a costato e arti, trauma cranico e lesione al polmone.

 

 

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