Decreto Martina, il Consiglio leccese si impegna per una lotta più bio

LECCE- All’unanimità dei 17 presenti, il Consiglio comunale di Lecce ha imboccato la strada dell’impegno verso una lotta più bio alla sputacchina, l‘insetto vettore del batterio Xylella sugli ulivi e non solo. Ha votato un ordine del giorno che punta a questo, dopo quasi quattro ore di discussione nella seduta monotematica pomeridiana. Era stata richiesta dal consigliere di opposizione Gaetano Messuti all’indomani della decisione del sindaco Carlo Salvemini di non fermare in alcun modo, né con ordinanze come hanno fatto altri colleghi né con ricorso, il decreto dell’ex ministro all’Agricoltura Maurizio Martina, provvedimento che dal 1 maggio ha introdotto l’obbligo di 4 trattamenti insetticidi su tutto il territorio.

Con l’ordine del giorno votato, si invita il governo ad autorizzare ulteriori prodotti biologici in alternativa a quelli chimici; la Regione a coinvolgere le organizzazioni agricole e gli enti locali nella corretta divulgazione dei provvedimenti ai cittadini; l’Osservatorio fitosanitario a rimodulare le attività in base alle diverse aree.

Si impegna, poi, il Comune a impiegare le buone pratiche di lavorazione agricola su terreni di propria competenza e a promuovere presso gli agricoltori la lotta fitosanitaria biologica, invitando i proprietari dei terreni a usare sostanze bio e la Regione a sostenere le aziende che si dedicano alla lotta biologica. Si impegna anche il Comune a verificare tutti gli interventi che le imprese private o partecipate compiono sul verde pubblico e a usare insetticidi ammessi in biologico.

Tanti gli interventi, tra gli altri quelli dei consiglieri regionali Erio Congedo e Cristian Casili; quello del senatore leghista Roberto Marti, che ha definito il decreto “superato” e ha chiesto di dare al nuovo ministro il tempo di capire la situazione; poi Arpa, che ha annunciato di aver domandato alla Regione di poter implementare i monitoraggi, gestendo il rischio “residuo” (ciò che dei pesticidi resta nel cibo) di due sostanze chimiche in particolare.

Cruciale la relazione del presidente dell’Ordine dei medici Donato De Giorgi: “per accettare il rischio – ha detto – questo dev’essere molto vicino allo zero e rapportato ai vantaggi. L’Ordine dei Medici di Lecce, nella consapevolezza che il Salento non può sottrarsi a impegni cogenti nazionali e internazionali finalizzati a impedire la diffusione di Xylella e nella consapevolezza, però, che ogni misura non può categoricamente prescindere dalla piena tutela dei cittadini, anche a lungo termine, ritiene che, sulla base di evidenze scientifiche e con l’impegno ad adottare tutte le buone pratiche (ad esempio, percorsi formativi adeguati per gli operatori e soprattutto un monitoraggio più attento e costante), l‘impatto ambientale e sanitario può ritenersi accettabile”.

 

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