Xylella, area di quarantena allargata di 20 km. Ora trema tutta la Puglia

SALENTO- L’area di quarantena per la presenza del batterio Xylella in Puglia è stata ampliata di circa 20 km verso il nord della regione. La decisione del comitato Ue per la salute delle piante, che ha approvato la proposta della Commissione Ue, è arrivata mentre è in corso un infuocato Consiglio regionale monotematico sul tema.

La nuova zona delimitata ricomprende aree finora ritenute indenni: i comuni Alberobello, Locorotondo, Fasano, Martina Franca, Massafra, Statte e Crispiano. L’Italia ha votato contro la decisione, avendo chiesto di rinviare la votazione in attesa dell’audit della Commissione in Puglia, la settimana prossima. La Spagna si è astenuta ritenendo che la nuova area delimitata includesse alcune parti del territorio pugliese in cui Xylella non era ancora stata rilevata, mentre secondo la Commissione probabilmente sarebbe già presente.

 

Nella nuova fascia è previsto che a fronte di una pianta infetta si debbano tagliare tutte quelle ospiti ricadenti nel raggio di cento metri, anche se sane. E quella è una zona dove sotto la scure potrebbero finire non solo ulivi, ma anche mandorli e ciliegi, cuore della produzione agricola locale.

“L’altra faccia del disastro riguarda le aziende vivaistiche salentine, su cui c’è meno clamore, ma il bilancio risulta altrettanto drammatico. Soprattutto a Massafra lavorano imprese vivaistiche di grande professionalità – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – che rischiano di non poter più produrre  l’intera lista delle  120 piante specificate. Il comparto delle piante ornamentali in Puglia ha raggiunto i 185 milioni di euro di valore, con un incidenza dell’11,4 percento del valore della produzione regionale su quella nazionale. Il dato sulle aziende è particolarmente significativo ed ha un maggior valore strutturale rispetto a quello sulle superfici che è maggiormente soggetto ad oscillazioni stagionali”.

 

 

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