Pesticidi, trattamenti obbligatori da oggi. La Regione dà l’aut aut ai Comuni: “Via le ordinanze o le impugniamo”.

BARI – I trattamenti con i pesticidi, per fronteggiare l’espandersi della xylella, sono obbligatori da oggi. La delibera regionale è stata firmata e la comunicazione ufficiale è stata data dall’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, ai sindaci durante l’incontro organizzato a Bari dall’Anci. Ma contestualmente, è arrivato l’aut aut ai primi cittadini che hanno emanato le ordinanze anti pesticidi: “La Regione – ha annunciato Di Gioia – impugnerà i decreti. Faremo in modo di scrivere ai prefetti competenti perché quelle ordinanze sono in contrasto con le norme europee, nazionali e con le regole regionali. Anche perché partono dal presupposto che possono cagionare danni alla salute pubblica ma in realtà quei prodotti sono autorizzati dal Ministero alla Sanità”.

Dunque da maggio a dicembre gli agricoltori potranno scegliere quali prodotti usare tra i neonicotinoidi – ritenuti dannosi per le api – o i piretroidi. Dalla lista autorizzata dal Ministero è stato escluso solo un prodotto perché sarà vietato dall’Efsa nel 2019. A chi pratica il biologico è stata concessa la deroga al decreto, autorizzando l’uso di olio essenziale di arancio e spinosad ma su questo il ministero non si è ancora espresso. Un eventuale diniego comporterebbe il blocco della vendita dei prodotti in biologico per tre anni.

I Comuni, da par loro, hanno chiesto contributi per interventi di buone pratiche, maggiore e fattivo confronto con l’Osservatorio fitosanitario, la costituzione di una rete informativa regionale per rispondere a esigenze di imprese e comunità, eventualmente anche attraverso il coinvolgimento dei GAL  e la modifica PSR nella parte che riguarda il reimpianto, introducendo la concessione di finanziamento per le aree infette e ormai compromesse.

Intanto, però, è arrivata una nuova (annunciata) doccia fredda: il Comitato Ue per la tutela delle piante, su richiesta della Commissione, ha approvato l’estensione dell’area di quarantena della xylella, di altri 20 km verso il nord della Puglia. I confini ora sono fissati a Monopoli e Ginosa. Per la Regione “un torto” perché in questo modo si penalizzano vivai e agricoltori di una zona che dai monitoraggi non è risultata infetta.

L’infezione, però, avanza: nel marzo 2018 gli alberi infetti erano 2950. Oggi, a Bruxelles, la Regione ha comunicato che il numero è salito a 3700. L’87%  ricade nei comuni di Francavilla Fontana e Oria, “dove – ha detto Di Gioia nell’aula del Consiglio regionale convocato in seduta monotematica – sono arrivate le sospensive del Tar all’abbattimento, due anni fa”. Ecco perché, ora, la scelta è di accelerare su tutto anche sui pesticidi. “Stiamo consegnano un pezzo di Puglia alla morte dell’olivicoltura” ha detto ancora netto Di Gioia. La scienza, ad oggi, indica nei pesticidi, negli abbattimenti e nelle buone pratiche, l’unico modo di contrastare il batterio e – ha sottolineato ancora l’assessore – nonostante ci siano negli uffici solo quattro persone specializzate su questo argomento, i soldi che il governo ha annunciato non sono mai stati erogati, la Soprintendenza in assenza di relazioni tecniche nega gli abbattimenti di piante ricadenti in particolari territori rallentando così gli iter che necessitano invece di accelerate, le non risposte di Gentiloni alla richiesta di emanazione di un decreto che possa bypassare gli intoppi della burocrazia e consentire di abbattere subito una pianta infetta, bisogna lottare contro il tempo. Per le opposizioni, però. quanto fatto resta insufficiente perché si paga un ritardo già nelle prime fasi di scoperta del batterio e una scarsa incisività sul governo nazionale.

Lunedì, intanto, arrivano gli ispettori europei.

 

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