L’università proibita: il punto di vista da una sedia a rotelle

LECCE – Marco Bello, 21 anni, è uno studente dell’Università del Salento con disabilità e costretto a viaggiare su una sedia a rotelle. Determinato e battagliero ci ha contattato per raccontare la sua sfida quotidiana: raggiungere alcune sedi universitarie sparse per la città. Per farlo, per un’intera mattinata, ci offre il suo punto di vista.

Salire sul marciapiede perimetrale dello studium 2000, struttura leggermente rialzata su Viale San Nicola, è già un’impresa: da solo Marco non ce la fa. Lo scivolo d’accesso ostacola la sedia a rotelle.

Per raggiungere il Centro per l’integrazione, inaugurato lo scorso 3 maggio, ci tocca percorrere tutto il perimetro del cortile interno del campus. E per questo Marco è molto arrabbiato: lui, che qui svolge il servizio civile, guarda ogni giorno quel parcheggio vuoto ancora non accessibile ma potenzialmente perfetto per consentire agli studenti disabili di avere un accesso secondario e senza dover fare così tanta strada.

Da lì tentiamo poi di raggiungere l’edificio sperimentale “Tabacchi 2”, anche questo recentissimo. Marco, con l’aiuto indispensabile della sua amica Rosanna, è costretto a fare lo slalom tra marciapiedi divelti, scivoli occupati da auto, pali della luce troppo vicini ai muri perimetrali degli edifici che si incontrano lungo il tragitto.

Una faticaccia, ma non è tutto. Raggiunta la sede, nulla di fatto: l’accesso ai disabili non è consentito. Sconsolati salutiamo Marco che, per toranare allo Studium, deve necessariamente passare dal parecheggio alle porte del cimitero.

E.Fio

 

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