Coluccia, oggi l’interrogatorio di garanzia. “Nessuna azione mafiosa o illecita”

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QuattroStelle

LECCE-Nessun rapporto con gli altri esponenti della famiglia, nessun episodio che possa essere inserito in un contesto di natura mafiosa ipotizzato invece dalla Procura. E poi, nessuna combine per truccare le partite di calcio,perché, tra l’altro, denaro eventualmente da investire in questo non ce n’era“. Luciano Coluccia e il figlio Pasquale Danilo, arrestati all’alba di lunedi dalla polizia, sono comparsi davanti al gip Giovanni Gallo per l’interrogatorio di garanzia. Il giudice ha sentito prima il 38enne in carcere, poi il padre, che si trova ai domiciliari, al quinto pianto del Tribunale.

Entrambi, assistiti dall’avvocato Luigi Greco, hanno risposto puntualmente alle domande e contestato, soprattutto, l’associazione mafiosa, per il quale sono stati arrestati. Un’ora e mezza complessiva di interrogatorio durante il quale si sono dichiarati lontani da qualsiasi attività illecita.  In particolare Danilo ha smentito di avere rapporti con i suoi parenti, che, al contrario, sono distaccati e di aver spesso, come risulta dalle intercettazioni, usato il nome della famiglia Coluccia solo per millantare. In raltà lui era autonomo. Molte parole e pochi fatti, in sostanza, anzi nessuno. “Perché ciò che si sente nelle frasi intercettate in realtà- sostiene il suo legale- non si è mai concretizzato”.

“Nessuna combine nel mondo del calcio, nessuna partita truccata”. Luciano Coluccia ha smentito attività di natura illecita nel mondo del calcio. Solo colloqui di natura generica quelli avuti con dirigenti e giocatori, consolidati in un contesto calcistico estraneo a qualsiasi tentativo di manomettere l’esito delle partite a favore della squadra dell’A.S.D. Pro Italia Galatina, società di cui, all’epoca dei fatti contestati, Luciano Coluccia era presidente.

 

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