Malata oncologica “rimbalzata” dal Cup? La storia infinita

LECCE – Chiede una corsia preferenziale, per lei e per gli altri malati oncologici, non come raccomandazione, bensì come un normale diritto. La signora Paola, dopo due mesi dal racconto della sua storia, conosciuta attraverso il sito sanitasalento.net, è punto e a capo. La donna nel 2015 ebbe una diagnosi di sarcoma alla coscia destra. Una forma di tumore grave, molto aggressivo. Agli inizi dell’anno successivo, riusci a prenotare una visita al “Rizzoli” di Bologna, dove fu operata. Da allora, deve seguire un preciso ciclo di controlli a Bologna, ma deve presentarsi da oncologo e ortopedico del “Rizzoli” con i referti degli esami già pronti, eseguiti a Lecce.

“Proprio il fatto di essere seguita fuori regione mi penalizza” disse a febbraio la signora Paola che, infatti, alla fine esguì l’esame direttamente a Bologna. Denuncia di essere continuamente rimandata indietro dallo sportello del Cup, centro unico prenotazioni della Asl di Lecce. Invece di avere la strada spianata, incontra continui ostacoli. Ora le tocca fare il controllo il 18 maggio, ma anche in questo caso ha dovuto lottare per eseguire qui gli esami strumentali prescritti.

 

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